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Pharmalife amplia l’headquarter. L'Ad Anna Crupi: "Vogliamo cavalcare la crescita"

L’azienda di Garbagnate Monastero ha chiuso il bilancio 2021 con un fatturato di 21 milioni e un utile record

Pharmalife amplia l’headquarter. L'Ad Anna Crupi: "Vogliamo cavalcare la crescita"
Economia Oggionese, 20 Giugno 2022 ore 16:52

Il nuovo e bellissimo headquarter di Pharmalife Research, inaugurato soltanto nel luglio 2018, non è più sufficiente per contenere la crescita impetuosa dell’azienda guidata dall’Ad Anna Crupi.

Anna Crupi

 

La società ha chiuso il bilancio 2021 con un fatturato di 21 milioni, registrando un significativo incremento rispetto i 19 milioni del 2020 e che a sua volta era aumentato rispetto ai 16 milioni del 2019. «Il nuovo plant di Garbagnate ci ha permesso di fare un notevole salto di qualità: ogni anno cresciamo a doppia cifra e pure la quota export sta aumentando - ci ha spiegato la dottoressa Anna Crupi - Alla fine dell’anno scorso, per far fronte alle nuove commesse, abbiamo affittato un capannone di 1.000 mq a Brongio, ma proprio in questi giorni stiamo definendo la progettazione di un nuovo lotto produttivo adiacente alla sede di via Casa Paradiso. Se tutto andrà per il meglio, contiamo di aprire il cantiere entro il 2023. Vogliamo cavalcare la crescita e arrivare nei prossimi tre anni a un fatturato di 30 milioni».

Il bilancio 2021 è stato positivo: Pharmalife ha incrementato nuovamente il fatturato, ma soprattutto ha migliorato la redditività. Come ci è riuscita in un periodo così complesso?

«In quest’ultimo esercizio è rallentata  la vendita dei disinfettanti che hanno una marginalità inferiore e siamo tornati a proporre il nostro listino prodotti completo che poggia prevalentemente su dispositivi medici e integratori. Abbiamo realizzato il  miglior utile di sempre: 1,6 milioni. Stiamo raccogliendo pure i frutti degli investimenti fatti negli ultimi tempi che ci hanno permesso di introdurre diverse nuove linee di produzione per microclismi e fialoidi, che nei prossimi anni ci daranno grandi soddisfazioni. In queste settimane stiamo mettendo a punto un sistema innovativo per conservare i fermenti lattici più a lungo, passando dagli attuali 12/18 mesi a 24/36 mesi; prodotti che dovrebbero debuttare sul mercato entro fine anno. Ricerca e innovazione sono alla base della nostra crescita».

Quali sono stati i mercati di riferimento?

«Il mercato nazionale – un po’ “drogato” dai disinfettanti nel 2020 - ha registrato una buona crescita, ma abbiamo ottenuto eccellenti performance anche all’estero dove siamo protagonisti soprattutto nel Nord Africa, nei Paesi dell’ex Jugoslavia e in Vietnam. Lavoriamo bene pure in Russia e nei Paesi russofoni, nonostante la nostra vicinanza all’Ucraina testimoniata anche da alcune donazioni di disinfettanti e prodotti di prima necessità».

Pharmalife ha recentemente partecipato a Cosmoprof e Cosmopharma a Bologna. Come è stato il ritorno in fiera?

«E’ stato un ritorno stimolante e interessante che ci ha permesso di aprire nuovi contatti. Alcuni ci hanno chiesto di realizzare prodotti con il loro marchio e stiamo definendo diverse nuove commesse».

E intanto cresce anche l’occupazione…

«L’organico ha raggiunto quota 100 addetti, compresi gli interinali. Anche quest’anno stiamo inserendo nuove figure legate alla sicurezza dei prodotti cosmetici, ma cerchiamo pure persone da inserire nella produzione e nell’ufficio acquisti. L’azienda punta molto alla valorizzazione delle proprie risorse umane; lo facciamo da sempre attraverso la formazione, ma quest’anno vogliamo inserire qualche novità».

Cioè?

«Vogliamo introdurre delle borse di studio per i figli dei nostri collaboratori per  valorizzare chi ha conseguito buoni risultati a scuola, premiare il merito e nel contempo dare un aiuto alle famiglie che sono alle prese con il caro scuola, visto che sono aumentati pure i costi di libri e materiale scolastico. Sono favorevole alle politiche attive non a quelle assistenziali come il Reddito di cittadinanza. Poi quest’estate torneremo a organizzare il torneo di calcio aziendale dove si sfideranno le squadre miste, cioè composte da uomini e donne, rappresentative dei vari reparti. E’ un modo per fare squadra, per creare maggiore armonia interna, favorire la positività, il dialogo e il confronto: se la persona è contenta e serena lavora meglio. Siamo sempre alla ricerca di giovani talenti da inserire e queste cose aiutano ad avere una buona percezione della nostra impresa».

Recentemente gli studenti dell’Istituto Parini di Lecco ha fatto visita alla sua azienda. Che impressione ha avuto?

«Ho visto ragazzi attenti, motivati, curiosi, intelligenti e che hanno fatto domande appropriate. Li ho trovati pieni di voglia di fare e di dimostrare, pronti a raccogliere gli stimoli; non ho visto superficialità. Abbiamo parlato anche del Covid e di come questa esperienza li ha segnati. E’ stata una visita interessante e costruttiva». 

In Pharmalife ha fatto tappa anche l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Enrico Delpini. Come mai?

«E’ stata una bella occasione e un incontro gradevole. Poi l’ho trovato illuminante quando abbiamo parlato dei temi legati al lavoro e alla solidarietà. Ho conosciuto una persona  umile, intelligente e di  cultura,  dotata di humor raffinato e di grande simpatia».

Oggi tutte le aziende parlano di sostenibilità. Pharmalife come declina questo obiettivo?

«Il nostro è un complesso moderno e costruito utilizzando i materiali più rispettosi dell’ambiente. Abbiamo definito in questi giorni l’ampliamento e la nuova installazione di pannelli fotovoltaici che vanno ad aggiungersi a quelli già presenti nella sede per essere più sostenibili e questo ci permette di risparmiare anche sui costi energetici. I nostri prodotti fanno grande uso di plastica riciclabile, i nostri flaconi sono riutilizzabili e tutti gli scarti produttivi di plastica vengono convogliati nei compattatori per non gravare sull’ambiente. Il giardino ha un sistema di irrigazione che recupera tutta l’acqua piovana senza sprecare acqua potabile».

La sua è anche un’azienda molto attenta al territorio. Durante la pandemia ha distribuito presidi sanitari a tante realtà, recentemente ha fatto importanti donazioni all’Ucraina ed è una delle imprese sostenitrici del Lecco Film Fest…

«Quando posso fare qualcosa lo faccio volentieri. Il Lecco Film Fest è una bella iniziativa che merita di essere sostenuta perché da lustro a Lecco, rappresenta un evento culturale di valore, ci aiuta a riflettere su alcuni temi importanti e spero che tutto ciò possa contribuire a mantere un tessuto sociale sano e positivo».

 

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