Cronaca
traffico di droga

Spaccio e riciclaggio su Hong Kong, arresti anche in Bergamasca

Vendita di sostanze stupefacenti sull'asse Italia-Cina-Marocco: sequestro di prodotti e milioni di euro in contanti con arresti.

Spaccio e riciclaggio su Hong Kong, arresti anche in Bergamasca
Cronaca Isola, 15 Dicembre 2021 ore 16:13

Lo spaccio della droga avveniva in Italia, mentre i contanti venivano prima spediti a Hong Kong grazie a persone trafficanti, poi in Marocco per essere ripuliti e quindi investiti, nella maggior parte dei casi, in attività di vendita al dettaglio, così da non destare nessun dubbio.

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La via dello spaccio: coinvolti tre Paesi

I carabinieri di Milano hanno arrestato dieci persone, ritenute colpevoli di traffico di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e ricettazione. I provvedimenti cautelari nei confronti degli indagati sono stati eseguiti in numerose province:  Milano, Bergamo, Pavia, Pesaro, Ascoli Piceno, Brindisi e Bari.

Grazie alle indagini, condotte tra il 2017 e ottobre 2019, è stata individuata e smantellata un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga, attiva in diverse province del Nord e del Centro Italia.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati 720 chilogrammi di sostanze stupefacenti: marijuana, hashish, cocaina e Mdma, oltre a 3 milioni 800 mila euro in contanti. Si stima che nel periodo di monitoraggio, il denaro transitato su Hong Kong possa raggiungere la cifra di circa 200 milioni di euro.

I guadagni dello spaccio venivano ritirati da un componente dell'organizzazione che li consegnava ad altri cittadini cinesi, compiacenti e co-indagati, i quali li nascondevano all'interno dei bagagli da stiva portandoli a Hong Kong. Successivamente il denaro veniva consegnato a un money exchange che si occupava di cambiare la valuta e, mediante trasferimenti bancari, dirottarla infine in Marocco. Nel Paese maghrebino veniva completato il processo di “pulizia” del denaro che veniva quindi reinvestito in attività commerciali apparentemente lecite, principalmente nel settore dell’abbigliamento, oppure reimpiegato in altre operazioni finanziarie o per rifornirsi di droga da piazzare nuovamente sul mercato.

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