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Anniversari

“Le Ali di Vik”: un podcast per ricordare Vittorio Arrigoni a dieci anni dalla sua scomparsa

Gli insegnamenti dell'attivista bulciaghese ucciso a Gaza il 15 aprile 2011 proseguono anche grazie a tante iniziative della Fondazione Vik Utopia e alle attività di sua madre Egidia Beretta.

“Le Ali di Vik”: un podcast per ricordare Vittorio Arrigoni a dieci anni dalla sua scomparsa
Cronaca Casatese, 18 Aprile 2021 ore 11:30

Ci sono le voci degli amici, dei colleghi, di mamma Egidia, ma soprattutto c’è quella di Vittorio Arrigoni, che racconta con lucidità quello che avviene a Gaza, nel podcast di Samuele Sciarrillo, «Le ali di Vik».

“Le ali di Vik”: il podcast di Samuele Sciarrillo per ricordare Vittorio Arrigoni

Un lavoro intenso ed emozionante, che colpisce nel profondo sia chi ha conosciuto l’attivista, brutalmente ucciso da dei terroristi salafiti il 15 aprile 2011 a Gaza, sia chi si è avvicinato alla sua storia successivamente, grazie alle attività portate avanti dalla Fondazione Vik Utopia e dalla madre Egidia Beretta. La genesi e la realizzazione del podcast, disponibile su Spotify, Applepodcast, Googlepodcast e Spreaker, nascono da un’idea del 44enne Sciarrillo, impiegato nel settore ricerca e sviluppo di un’azienda e residente a Usmate. «Ho iniziato ad appassionarmi a questa modalità di racconto da fruitore, grazie ai podcast di Pablo Trincia, Matteo Caccia e Rossella Pivanti. Poi, un paio di anni fa, ne ho realizzato uno anche io, “L’altra strada”, nel qualche raccontavo le mie esperienze di viaggio – spiega Sciarrillo – L’idea di raccontare la storia di Vittorio mi è venuta perché sento molto vicine le tematiche del conflitto israelo-palestinese. In un paio di occasioni ho anche avuto il piacere di chattare con lui su Facebook e quelle chiacchierate, seppur brevi, mi sono rimaste impresse».

L’autore del podcast Samuele Sciarrillo

Una comune esperienza di volontariato

Ad avvicinare Sciarrillo ai racconti di Vik è stata anche una sua esperienza in Cisgiordania nel 2019: «Sono stato come volontario nel campo di lavoro di Askar, a Nablus. Da pochi mesi si era conclusa l’operazione Piombo fuso (raccontata in diverse occasioni da Arrigoni, ndr) e io continuavo a chiedermi cosa avrei potuto fare per far conoscere quella realtà assurda. Dopo aver letto “Il viaggio di Vittorio”, pubblicato proprio da sua madre Egidia, l’estate scorsa ho pensato che un podcast sarebbe stato un buon modo per far conoscere ancora di più la sua storia, raggiungendo magari anche dei giovani».
Un modo per rendere omaggio al grande impegno dell’attivista, arrivato esattamente a dieci anni dalla sua brutale uccisione, ma anche per riportare l’attenzione su casi simili, come quello di Giulio Regeni e Patrick Zaki, e più in generale sul tema dei diritti umani. «Ad agosto ho inviato una mail direttamente alla Fondazione, senza nemmeno avere la certezza che fosse Egidia Beretta a leggere. Lei è stata molto disponibile, ad ottobre mi ha aperto le porte di casa sua e mi ha raccontato di Vittorio: non solo del suo impegno come attivista, ma anche della sua infanzia e della sua personalità. Il podcast sarebbe stato impensabile senza di lei, che ha dato un grandissimo valore emotivo al progetto».

Vittorio Arrigoni a sinistra mentre si trovava a Gaza, a destra Samuele Sciarrillo durante l’esperienza in Cisgiordania

Ci sono anche le voci di mamma Egidia, degli amici e dei colleghi

Oltre alla voce della madre di Arrigoni c’è anche quella di diversi amici, da Michele Giorgio de “Il Manifesto” al giornalista Marco Besana e all’amico fraterno Gabriele Corno, ma soprattutto c’è la testimonianza diretta dell’attivista, con alcuni file audio inseriti all’interno dei sei episodi che compongono la serie, pubblicata lo scorso 12 gennaio.
«Per me è stato un onore raccontare la vita di Vittorio e potermi avvicinare ad una personalità così eccezionale. E’ quello che Egidia definirebbe un seme, che se trova terreno fertile può germogliare e spingere qualcun altro a fare del bene, a impegnarsi per il rispetto dei diritti civili e l’uguaglianza. Ringrazio chi mi ha aiutato a ricostruire tutta la vita di Vittorio, dalla sua infanzia a quella che è oggi la sua eredità, portata avanti dalla Fondazione» ha concluso con emozione Sciarrillo, nella speranza che davvero le parole di Vik possano volare lontano.

Egidia Beretta: “Quando l’ho ascoltato avevo il cuore in gola”

«Quest’anno, vista anche la situazione, non abbiamo pensato di organizzare nulla e vivremo questi giorni nell’intimità della nostra famiglia. L’anno prossimo ci penseremo» ha dichiarato Egidia Beretta, madre di Vittorio ed ex sindaco di Bulciago, che ha ricordato nei giorni scorsi Vik con uno striscione fuori dalla Cooperativa di via Papa Giovanni XXIII. Egidia Beretta ha accolto di buon grado la proposta di Samuele Sciarrillo di realizzare il podcast «Le ali di Vik».
«Samuele mi ha lasciato carta bianca e mi ha lasciato raccontare di Vittorio molto liberamente. Il tutto, unito alle musiche, alla voce di Vik e alle parole di chi l’ha conosciuto rendendo il tutto molto intenso. Non nego che quando l’ho sentito la prima volta finito avevo il cuore in gola – conclude Egidia Beretta con commozione – E’ un’ulteriore testimonianza che si aggiunge ai video di Vittorio, ai libri, al lavoro della Fondazione e ai miei appuntamenti nelle scuole di tutt’Italia, un racconto che spero possa essere ascoltato anche da tanti giovani».

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