Nuovo servizio de Le Iene

Carlo Gilardi parla con i parenti: “Sto bene ma voglio tornare a casa” IL VIDEO

La telefonata del benefattore di Airuno, ricoverato in Rsa, al cugino, è stata ascoltata da migliaia di telespettatori.

Cronaca Meratese, 25 Novembre 2020 ore 09:00

Non si spengono i riflettori sul caso del professor Carlo Gilardi di Airuno, sollevato la scorsa settimana dal programma di Italia Uno Le Iene con un servizio che ha sollevato clamore, ma che ha anche ricevuto nelle ore successive smentite e precisazioni da parte dell’avvocato Elena Barra, dal tribunale di Lecco e dal sindaco Alessandro Milani. Ieri sera, martedì 24 novembre 2020, un nuovo servizio è andata in onda e ha permesso ai telespettatori di ascoltare la voce del benefattore airunese, contattato telefonicamente da alcuni parenti di terzo grado intervistati dalla “iena” Nina Palmieri.

Ricoverato in una rsa

Nel servizio di ieri sera Le Iene, tornando a muovere pesanti accuse all’attuale amministratore di sostegno Elena Barra, al tribunale e in generale alle istituzioni che avrebbero – secondo il programma di Italia Uno – prelevato Carlo Gilardi contro la sua volontà, hanno intervistato in forma anonima dei presunti dipendenti della casa di riposo dove si trova ricoverato il noto benefattore. Casa di riposo che è stata anche mostrata – pur senza citarla, ma chi vive in questo territorio sa bene di quale si tratta – nonostante si tratti di un luogo protetto e sulla vicenda, estremamente delicata, viga il più stretto rispetto della privacy.

Le parole di Carlo Gilardi

Nel servizio de Le Iene vengono inoltre intervistati alcuni parenti del professor Gilardi, che riferiscono di aver scoperto del prelievo solo dopo la denuncia pubblica del programma tv di Italia Uno. Ed è proprio uno dei cugini di Gilardi a riuscire, tramite l’avvocato Barra, a parlare con l’anziano airunese ricoverato in Rsa. Che ha raccontato: “Sto bene, spero un giorno o l’altro di poter essere cacciato via ma non mi cacciano via. Sono stato prelevato, messo in ospedale, poi in ospizio… e cosa vuoi farci”.

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