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Lomagna

I bimbi di Haiti in processione per chiedere giustizia per suor Luisa

Straordinaria partecipazione al corteo per la religiosa di Lomagna uccisa sull'isola caraibica

Attualità Meratese, 30 Giugno 2022 ore 14:44

I bimbi di Haiti, i "suoi" bimbi, gli uomini e le donne che lei aveva assistito, ai quali aveva donato tutta se stessa fino a quell'ultimo sacrificio che papa Francesco non ha esitato a definire  "martirio", i fedeli della sua comunità, i membri del centro centro Kay Chal, hanno urlato il suo nome, prostrati  dal dolore e hanno chiesto giustizia per lei. Lo hanno fatto ieri, mercoledì  29 giugno 2022, durante la processione organizzata sull'isola dall'altra parte del mondo, martoriata dalla violenza e dalla estrema povertà, che lei, suor Luisa Dell'Orto, aveva scelto come casa. Ieri un corteo straziato e straziante ha sfilato lungo via Delmas, la strada dove la religiosa è stata uccisa in un agguato.

I bimbi di Haiti in processione per chiedere giustizia per suor Luisa

Suor Luisa è morta sul colpo raggiunta dai colpi di pistola esplosi dagli occupanti di una vettura che prima ha speronato la sua mandandola fuori strada e poi si è bloccata. Dall'auto sono scesi alcuni uomini che hanno aperto il fuoco stroncando la suora originaria di Lomagna e lasciando orfane le centinaia, migliaia di persone che le volevano bene. Ieri proprio molte di loro si sono riversate in strada per rendere omaggio a Sœur Luiza.

 

Un lungo striscione bianco con inciso a lettere nere il suo nome e con la sua fotografia stampata ha aperto il corteo. Dietro, issati in alto dai partecipanti, tantissimi catelli con immagini religiose, croci, slogan, invocazioni alla giustizia e scatti di suor Luisa.

Un omaggio ad una piccola grande donna

Un serpentone di uomini, donne, bambini, che pareva infinito: la più grande e la più tangibile delle testimonianze dell'affetto e della gratitudine provati nei confronti della piccola grande donna che ha fatto dell'amore per gli altri una ragione di vita, sino all'ultimo, terribile, doloroso istante. Fino nel luogo più pericoloso come ha ricordato alla rete vaticana monsignor Pierre-André Dumas, vescovo di Anse-à-Veau-Miragoâne, una delle diocesi più povere del Paese caraibico.

Le parole del vescovo

“La nostra piccola sorella del Vangelo di Charles de Focauld  operava in una zona difficile e violenta alle porte della capitale, Port-au-Prince. Una zona che noi sconsigliamo sempre di frequentare. Eppure, suor Luisa non aveva paura di recarsi nella bidonville più malfamata per portare, a tutti, un aiuto concreto. “per la nostra Chiesa locale è divenuta un punto di riferimento anche per il fatto che la sua è stata un’esistenza vissuta nel martirio: una persona discreta che non faceva rumore, ma che incarnava i veri valori del Vangelo. Tutto ciò lo abbiamo potuto apprezzare anche quando lei è stata formatrice al seminario maggiore, un lavoro eccellente durato più di venti anni”.

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