La sua storia di rinascita, grazie al trapianto di cuore, era stata raccontata in un libro scritto dalla moglie Beatrice Proserpio. Un volume che ha fatto il giro della Brianza e non solo, che ha aiutato diverse sezioni dell’Aido a veicolare il messaggio della cultura della donazione degli organi.
Una gravissima malattia, contro la quale ha combattuto per mesi, nella mattinata di oggi, lunedì, all’hospice di Airuno, ha però strappato Saverio Lamari, 53 anni, residente a Barzanò (da giovane aveva vissuto a Casatenovo), all’affetto della compagna di una vita e della figlia Anthea, che ad agosto compirà tre anni.
Addio commosso a Saverio Lamari
Una bimba fortemente voluta e arrivata grazie alla procreazione medicalmente assistita, protagonista a sua volta di un racconto pubblicato dalla mamma, intitolato «Tra i battiti dei nostri cuori».

Un titolo non certo casuale, perché nella storia di questa bellissima famiglia c’è sempre stato il cuore, in tutte le sue interpretazioni: quello nuovo, che Saverio onorava ogni anno festeggiando due compleanni, quello «vero» e quello del trapianto andato a buon fine; quello di Beatrice, che gli è sempre rimasta a fianco, prima nel lungo calvario provocato dai gravi problemi cardiaci e poi, in questi mesi, in quello di una malattia che si è rivelata feroce e non guaribile; ma anche quello della piccola Anthea, che il suo papà non lo ha più vicino fisicamente, ma in Cielo a vegliare su di lei.

Il funerale di Saverio Lamari si svolgerà giovedì mattina alle 9.30 nella chiesa parrocchiale di Barzanò.