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Un urlo di pace: l'opera di un airunese per sensibilizzare contro la violenza

L'opera verrà inaugurata in un evento tra arte e musica, nella suggestiva cornice di San Michele.

Un urlo di pace: l'opera di un airunese per sensibilizzare contro la violenza
Eventi Meratese, 21 Maggio 2022 ore 13:00
“L’Urlo” presenta un’espressione plastica di un grido di dolore, una profonda reazione emotiva ai mali e alla violenza del mondo, di fronte a cui l’opera presenta un’unica e diretta risposta, con un semplice grido: “No!”. L'opera dell'airunese Mauro Benatti verrà inaugurata martedì 7 giugno presso la Chiesa Incompiuta di San Michele del Monte Barro.

Un urlo di pace, opera di Mauro Benatti

Per celebrare l'inaugurazione dell'opera, si terrà un concerto di musica contemporanea tenuto dallo stesso figlio dell'artista, Roberto Benatti, e dal suo collega Sebastiano di Gennaro.
L'evento è organizzato da Lumis Arte, in collaborazione con il Parco del Monte Barro e la famiglia dell’artista Mauro Benatti (1947-2014), il suo primo evento di dialogo tra musica e arte.

Un grido di dolore contro la violenza del mondo

L’evento andrà ad esporre la più grande rete metallica dello scultore airunese Mauro Benatti nel suggestivo scenario della Chiesa Incompiuta di San Michele. Nella stessa sede, alle ore 21, verrà
presentato un itinerario nella musica barocca e contemporanea, pensato ad hoc per l’occasione, che andrà a fare dialogare il contrabbasso di Roberto Benatti e le percussioni di Sebastiano de
Gennaro. L’opera in questione, intitolata “L’Urlo”, e la Chiesa di San Michele saranno visitabili anche nelle successive domeniche di giugno (12, 19 e 26), nel pomeriggio, dalle 14 alle 17.
Quest’occasione permetterà di tornare ad ammirare le sculture di Mauro Benatti e di sottolineare il risvolto pacifista presente in molte sue opere. “L’Urlo” presenta un’espressione plastica di un
grido di dolore, una profonda reazione emotiva ai mali e alla violenza del mondo, di fronte a cui l’opera presenta un’unica e diretta risposta, con un semplice grido: “No!”. Non a caso questa netta
negazione è stata usata da Benatti come titolo alternativo di questa rete, che colpisce per la sua espressività e la sua grandezza (2 metri). Per Mauro Benatti ogni uomo (così come ogni parte del
mondo naturale) presenta in sé una bellezza profonda, che l’arte ha il compito di difendere e di portare alla luce.

Tra arte e musica

Il momento musicale ideato da Roberto Benatti (figlio di Mauro Benatti) e Sebastiano de Gennaro nasce con lo stesso intento di dialogo. I due musicisti proporranno un percorso musicale attraverso suoni gravi e percussivi, per rimandare all’idea di primordiale evocata dalla natura attorno al santuario e dall’urlo della scultura. Il concerto metterà in mostra anche la connessione tra musica contemporanea e l’incompiuto, suggerita anche dal luogo dove si svolgerà l’esecuzione, attraverso un itinerario che presenterà da brani inediti, per poi passare da Bach e arrivare, infine,
alla musica contemporanea di Stockhausen.

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