Dopo aver inaugurato la panchina gialla e la panchina lilla, simboli di sensibilizzazione e vicinanza per chi soffre di disturbi alimentari e per chi è vittima di bullismo e cyberbullismo, sabato 19 settembre 2026 la comunità di Nibionno si prepara ad accogliere un’altra seduta, con l’installazione della panchina arancione dedicata ai malati di Sla, alle loro famiglie e a tutte le persone che ogni giorno vivono, accompagnano, sostengono chi affronta questa patologia.
A Nibionno una panchina per i malati di Sla
La panchina, posizionata in piazza Caduti, davanti al Municipio e accanto alle altre due panchine, verrà svelata alle 20, con la condivisione di un momento di riflessione. A seguire si terrà un rinfresco conviviale aperto a tutta la cittadinanza e poi ci si sposterà a piedi verso il teatro Don Olimpio Moneta di Tabiago, dove andrà in scena «Aspetta, ti accompagno», drammaturgia corale nata dal laboratorio teatrale dell’associazione Fabio Sassi, guidato da Daniela Ferranti.
A seguire spettacolo della Fabio Sassi per sensibilizzare sul tema
«Volontari e operatori porteranno sul palco ciò che spesso resta invisibile: la delicatezza delle cure palliative, la presenza che sostiene, la parola che accompagna, il silenzio che consola – ha dichiarato la sindaca Laura Di Terlizzi, annunciando l’evento – Un racconto che tocca, che apre, che fa respirare più lentamente. Un grazie immenso all’Associazione Fabio Sassi per la disponibilità, la sensibilità e la capacità di trasformare l’esperienza dell’accompagnamento in un dono condiviso con tutta la comunità. La loro collaborazione rende questa serata un momento di profonda umanità».
Lo spettacolo, organizzato dalla Fabio Sassi con l’hospice Il Nespolo di Airuno e con il patrocinio del Comune di Nibionno, prevede un ingresso a offerta libera.
Dibattito aperto per parlare di dignità e cura
La serata proseguirà con un dibattito aperto con il dottor Andrea Millul, medico palliativista, per continuare a parlare di dignità, cura e presenza. «Questa serata è un invito a tutti: a chi ha vissuto la malattia, a chi accompagna, a chi vuole capire, a chi desidera semplicemente esserci. Perché quando una comunità si stringe, nessuno resta solo. Vi aspettiamo con il cuore aperto perché accompagnare è un gesto che ci rende più umani» ha concluso la sindaca.
