Vent’anni dopo, Lecco torna protagonista in un’Olimpiade invernale nella specialità del bob. Nel 2006 Jennifer Isacco, originaria di Rogeno, conquistò a Torino uno storico bronzo, il suo ideale testimone passa ad Alessia Gatti, che ha ottenuto la qualificazione ai Giochi di Milano Cortina 2026. Stessa provincia, stesso sport, stessa fame di sogni. Cambiano le generazioni, non il destino.
Lecco protagonista alle Olimpiadi nel Bob a 2: vent’anni dopo, tocca ad Alessia Gatti
A soli 23 anni, la lecchese può finalmente dirlo: «La Ale bambina che le sognava ora ce l’ha fatta. Vado alle Olimpiadi». Un traguardo reso possibile grazie ai tanti sacrifici, alle curve prese a tutta e alle spinte esplosive nella disciplina dello skeleton cui è approdata dopo aver praticato a buonissimi livelli l’atletica crescendo alla Colombo Costruzioni di Lecco. Corre da quando aveva nove anni, spinta da un talento naturale. Come accade a molti sprinter, il richiamo degli sport invernali che necessitano potenza e velocità, diventa una strada concreta per inseguire il sogno a cinque cerchi.
«Sono molto contenta, è stata la mia prima stagione nel bob ed è andata bene – aggiunge Gatti – Non vedo l’ora di gareggiare in casa su una pista bellissima come quella di Cortina. Per questo risultato devo ringraziare i tecnici federali e i miei allenatori Christian Colombo e Stefano Longoni».

Nel bob a due, Alessia è frenatrice, un ruolo che richiede forza, esplosività e sangue freddo. Qualità che non le mancano. Le ottime prestazioni in Coppa Europa hanno costruito passo dopo passo il suo percorso, ma la qualificazione a Cinque Cerchi non era affatto scontata. Nei scorsi giorni, infatti, è passata da una vera e propria selezione azzurra sulla nuova pista di Cortina, il teatro dei Giochi 2026.

Il verdetto è stato chiaro: prima (e miglior frenatrice azzurra) insieme alla pilota Giada Andreutti. Dietro l’entusiasmo c’è la consapevolezza di chi sa quanto sia lungo il cammino per arrivare fin lì. Gli allenamenti, i cambiamenti, le scelte coraggiose. La guida tecnica di Longoni, il sostegno della famiglia, di chi ha creduto in lei quando il traguardo sembrava ancora lontano. E quella determinazione che lei stessa riconosce come il suo pregio più grande. Le aspettative? Piedi per terra, testa alta. «L’obiettivo è ben figurare, dando il meglio di noi stesse». Senza proclami, senza illusioni. Anche perché il tandem Andreutti-Gatti non parte con il peso che aveva Isacco ai tempi dei suoi podi in Coppa del Mondo. Ma questo, per Alessia, conta fino a un certo punto.

Perché il sogno olimpico è già realtà. E viverlo in casa, con amici, parenti, tifosi lungo la pista, sarà qualcosa che va oltre lo sport. «Un’esperienza di vita che porterò sempre nel cuore», dice. Ed è facile crederle. Vent’anni dopo, dunque, una nuova protagonista, una nuova storia, ma la stessa voglia di lasciare il segno. Il cassetto dei sogni è aperto. Ora, sul ghiaccio, il 20 e 21 febbraio, a parlare sarà la pista.