Sanità

Ospedale di Merate: 20 anni di attività per il laboratorio di emodinamica

Dalla prima coronarografia del 2006 a una realtà consolidata: 20 anni di crescita e innovazione, raccontati anche dal direttore Stefano Maggiolini

Ospedale di Merate: 20 anni di attività per il laboratorio di emodinamica
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Sono passati 20 anni dal 16 ottobre 2006, dal giorno dell’inaugurazione del laboratorio di emodinamica dell’ospedale di Merate e dall’effettuazione della prima coronarografia nella storia del presidio, per un totale di circa 6.700 coronarografie e 1.400 angioplastiche coronariche.

 

Da allora ne è stata fatta di strada, da quella che anni fa appariva come una scommessa ambiziosa ora è una realtà ben consolidata, che ha contribuito in modo significativo alla gestione della cardiopatia ischemica acuta e cronica e allo sviluppo dell’attività cardiologica a livello dipartimentale. Il laboratorio è ormai da tempo una realtà stabilmente integrata nell’organizzazione ospedaliera di Merate e nella rete dipartimentale con Lecco.

20 anni all’insegna dell’innovazione e della scoperta: traguardo per l’ospedale di Merate

La Cardiologia dell’Ospedale di Merate ha maturato negli anni una consolidata esperienza nella cura delle patologie coronariche. Già tra le prime in Italia a dotarsi di un’Unità di Cura Coronarica, ha progressivamente rafforzato il proprio ruolo nell’ambito dell’assistenza ai pazienti affetti da malattie cardiovascolari.

Nel 2008, la direzione del Laboratorio è stata affidata a Stefano Maggiolini che ha proseguito la sua attività attraverso un costante aggiornamento delle tecnologie e un arricchimento delle competenze mediche.

Alessandra Grappiolo, direttore sanitario ASST Lecco ha voluto esprimere un pensiero in occasione dell’importante traguardo: «I vent’anni dell’Emodinamica di Merate rappresentano un esempio concreto di come competenze professionali e investimenti tecnologici possano tradursi in un reale miglioramento dell’assistenza. Quello che nel 2006 era un progetto innovativo è oggi una realtà consolidata, pienamente integrata nella rete cardiovascolare regionale e capace di offrire ai cittadini prestazioni diagnostiche e terapeutiche di elevata complessità. Questo traguardo è il risultato dell’impegno e della collaborazione tra i professionisti che ha consolidato un modello organizzativo che continua a garantire qualità, sicurezza e appropriatezza delle cure. Guardiamo al futuro con la volontà di proseguire nel percorso di innovazione e crescita, mantenendo sempre al centro i bisogni dei pazienti».

Anche Stefano Maggiolini, direttore della cardiologia dell’ospedale Mandic di Merate ha voluto condividere una riflessione: «Il ventennale dell’Emodinamica di Merate rappresenta un traguardo importante, che testimonia il valore di un progetto nato dalla visione di chi ha creduto nella possibilità di sviluppare un’attività altamente specialistica anche in questo presidio. In questi vent’anni il Laboratorio è cresciuto grazie all’impegno e alla professionalità di medici, infermieri e di tutti gli operatori coinvolti, investendo nell’innovazione tecnologica e nell’acquisizione di nuove competenze. Un risultato reso possibile anche dalla stretta collaborazione con il presidio di Lecco, che ha consentito di integrare esperienze e professionalità, a beneficio dei pazienti. Guardiamo al futuro con l’obiettivo di continuare a migliorare la qualità delle cure e di offrire risposte sempre più efficaci alle persone affette da patologie cardiovascolari».

Un’unica rete tra Merate e Lecco

Passaggio fondamentale la costruzione dell’emodinamica dipartimentale, composta da due laboratori, uno ubicato a Merate e uno a Lecco, con il medesimo gruppo medico-infermieristico operativo che a rotazione copre i due presidi.

L’attività del Laboratorio si sviluppa all’interno del Dipartimento Cardiotoracovascolare, oggi diretto da Giovanni Rossi, in collaborazione con Gianluca Tiberti, responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Emodinamica.

Nel corso dei vent’anni di attività, il Laboratorio di Emodinamica di Merate ha ampliato progressivamente le proprie dotazioni tecnologiche e le possibilità di intervento. Tra le principali innovazioni introdotte figurano l’ecografia intracoronarica (IVUS), le metodiche FFR e RFR per lo studio delle stenosi coronariche e tecniche specifiche per il trattamento delle lesioni calcifiche e delle occlusioni coronariche croniche. A queste si è aggiunta la denervazione renale per i casi di ipertensione arteriosa refrattaria.

Più recentemente, l’attività si è estesa anche alle cardiopatie strutturali, con la chiusura percutanea del forame ovale, e al trattamento dell’embolia polmonare ad alto rischio attraverso la trombectomia percutanea. Un’evoluzione che ha ampliato le possibilità diagnostiche e terapeutiche del Laboratorio, oggi in grado di affrontare un numero sempre maggiore di patologie cardiovascolari.