Lettere al giornale
Ingegnere Domenico Basile

«Io malato di cancro ho scoperto il gioiello del Mandic: il Day-Hospital Oncologico»

di Ing. Domenico Basile, già presidente dell'associazione Fabio Sassi dal 2006 al 2016

«Io malato di cancro ho scoperto il gioiello del Mandic: il Day-Hospital Oncologico»
Merate Aggiornamento:

Gentile Direttore,

sento il dovere come cittadino di Merate, in questo momento in cui, una volta in più, viene messa in forse la sopravvivenza del "nostro" Ospedale, di far sentire anche la mia voce a sostegno di questa Istituzione a cui tanto dobbiamo e di cui continuiamo ad avere bisogno.

In particolare a dare testimonianza a quale fortuna, spesso ignorata o sconosciuta fino a che non se ne viene a conoscenza diretta, abbiamo di avere qui, all’Ospedale Leopoldo Mandic, un gioiello come quello rappresentato dal Day-Hospital Oncologico, in cui operano con eccezionale professionalità, coniugata ad empatia e grande umanità, medici ed infermiere che hanno scelto di operare nella Sanità Pubblica, per il bene di tutte/i, senza discriminazioni di sorta.

Circa un anno fa sono stato operato di un cancro piuttosto raro e molto aggressivo, che dopo neppure un mese dall’intervento, già presentava cellule recidive. In una situazione di grande fragilità, è stato per me determinante l’incontro benedetto con questo reparto, in cui tutto - organizzazione, professionalità, armonia e intesa di squadra al servizio del bene dei pazienti - funziona al meglio e dove si respira un’atmosfera rassicurante, protettiva e ci si sente non solo ‘curati’, ma davvero "presi in cura" come persone, dove il motto ‘ I care’ è messo concretamente in atto. Non si è dei numeri, ma persone del cui ben-essere si è al servizio, con competenza e cortesia.

Non posso che esprimere alle infermiere Monica Beretta, Donatella Colleoni, Stefania Quinterio, Raffaella Savino, Nemi Cantù e ai medici oncologi di riferimento per la mia patologia, dottor O, Cuomo e dottor F. Guida, tutta la mia stima consapevole e profonda gratitudine e augurare loro e a noi tutti che rimangano ad operare in maniera certa e continuativa qui a Merate, nel "nostro" Ospedale.

Mi reputo, infatti, fortunato, in un momento così delicato della mia vita, per aver incontrato sulla mia strada Persone come Loro a cui potermi affidare. Mi è venuto spontaneo richiamare alla mente le due immagini, quella laica di Pintor e quella evangelica del Samaritano, che fotografano entrambe in modo così chiaro ed evidente, quanto di prezioso ricevuto e da me sperimentato:

"Non c’è in un’intera vita cosa più importante da fare
che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi."

Da Luigi Pintor “Servabo”, Bollati Boringhieri, To, 1991

Sono ben consapevole che senza il Loro intervento, sollecitudine e professionalità, non avrei potuto essere oggetto dell’eccellenza di trattamento terapeutico ed umano cui sono stato e sono tuttora sottoposto nel Loro Reparto.

Credo che nessuna terapia sia più efficace di una relazione autentica tra terapeuta e paziente e credo che questa sia stata la molla per cui io abbia potuto mettermi fiducioso nelle Loro mani, sentendomi ancora in diritto di chiedere per me stesso una qualità di vita con sollievo dal dolore e ritrovata serenità.

Non ci sono parole adeguate per dire il mio grazie convinto, la mia profonda riconoscenza che vorrei potessero leggere, comunque, tra le righe.

Gratitudine: non dire a parole
la tenerezza,
ma un quieto silenzioso apprezzamento
ch’esula dal linguaggio.

Se il mare non risponde alla domanda
dello scandaglio –
prova che non c’è mare o non piuttosto
un più profondo letto?

(Emily Dickinson)

Anche da parte di mia moglie e dei nostri figli, auguro Loro tutto il bene possibile e di continuare a riportare al sorriso e ad una qualità di vita sostenibile, altre persone che avranno il privilegio di essere affidate alle Loro cure.

Con stima e gratitudine,

Ing. Domenico Basile, Già Presidente dal 2006 al 2016. della Associazione "Fabio Sassi" - Merate e dell’Hospice "Il Nespolo" di Airuno

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