Mettersi alla guida dopo aver bevuto non è solo una violazione del Codice della strada: è un comportamento pericoloso, che mette a rischio la propria vita e quella degli altri. I numeri dimostrano come in Italia sia purtroppo un fenomeno molto diffuso: nel 2023 sono stati 13.594 i conducenti sanzionati per guida in stato di ebbrezza; 13.310 nel 2024; 11.126 nel 2025. Cosa succede quando si viene fermati? Quali sono le conseguenze?
Guida in stato di ebbrezza: limiti di legge
In Italia il limite legale per guidare è di 0,5 grammi per litro (g/l). Per alcune categorie le regole sono più severe: per chi ha meno di 21 anni, per i neopatentati (entro 3 anni dalla patente) e per i conducenti professionali, il limite è zero.
Le sanzioni: cosa si rischia
Le conseguenze cambiano in base al tasso alcolemico rilevato.
Tra 0,5 e 0,8 g/l (fascia più lieve)
Si tratta di una violazione amministrativa:
- Sanzione amministrativa da 543 a 2.170 euro
- sospensione della patente da 3 a 6 mesi
- decurtazione di 10 punti dalla patente
Tra 0,8 e 1,5 g/l (fascia media)
Qui si entra nel penale:
- ammenda da 800 a 3.200 euro e arresto fino a 6 mesi
- sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno
- decurtazione di 10 punti dalla patente
- obbligo di installare l’“alcolock” (dispositivo che impedisce l’avvio del veicolo se si è bevuto)
Oltre 1,5 g/l (fascia grave)
Sempre penale, con sanzioni più pesanti:
- ammenda da 1.500 a 6.000 euro e arresto da 6 mesi a 1 anno
- sospensione della patente da 1 a 2 anni (raddoppiata se il veicolo appartiene ad altri) e revoca in caso di recidiva nel biennio
- confisca del veicolo (se intestato al conducente)
- obbligo di alcolock
Se si provoca un incidente
Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente:
- le sanzioni vengono raddoppiate
- fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni (a meno che non appartenga ad altri)
- revoca della patente in caso di tasso superiore a 1,5 g/l
È inoltre prevista un’aggravante se il fatto avviene di notte (tra le 22 e le 7).
Rifiutare l’alcol test: conviene?
No. Rifiutarsi di sottoporsi all’etilometro comporta l’applicazione delle stesse sanzioni previste per la fascia più grave.
Come avviene il controllo
Il test alcolemico viene solitamente effettuato su strada tramite etilometro e vengono eseguiti due diversi rilevamenti a distanza di tempo l’uno dall’altro. In caso di esito positivo di uno o di entrambi i test, si terrà conto solo di quello indicante il livello più basso.
In questa fase c’è una cosa molto importante da sapere: le Autorità, prima di procedere al rilevamento, devono informare il conducente della sua facoltà di farsi assistere da un legale (purché immediatamente reperibile). Se questa informazione manca o se, nonostante la richiesta, non viene data la possibilità di contattare l’avvocato, il test potrà essere dichiarato inutilizzabile.
Cosa succede dopo
Se il test è positivo:
- il Prefetto dispone la sospensione provvisoria della patente
- parte un procedimento amministrativo o penale, a seconda del livello di alcol nel sangue, per l’accertamento della sanzione.
Per riottenere la patente (fuori dai casi di revoca) al termine del periodo di sospensione l’interessato dovrà sottoporsi a visita avanti alle commissioni mediche locali che, sulla base delle analisi del sangue e/o del capello, rilasceranno l’idoneità a rientrare in possesso del titolo abilitativo.
Una possibilità: i lavori di pubblica utilità
Qualora la violazione sia tale da configurarsi quale reato (fascia media o fascia grave) e non vi sia stato incidente, il Codice della strada prevede una disciplina particolare. È infatti possibile sostituire la pena con lo svolgimento di lavori di pubblica utilità presso associazioni di volontariato (l’ammontare delle ore dipende dal tasso accertato). In caso di positivo svolgimento di questi lavori, si otterranno importanti benefici:
- estinzione del reato
- riduzione della metà della sospensione della patente
- restituzione del veicolo confiscato
Guida in stato di ebbrezza: in conclusione…
In situazioni così delicate, il fattore tempo gioca un ruolo determinante. Agire tempestivamente consente infatti di impostare sin da subito una strategia difensiva efficace, capace di coordinare in modo puntuale sia il procedimento amministrativo davanti al Prefetto sia quello penale. Troppo spesso questi due binari vengono affrontati separatamente, con il rischio di compromettere opportunità importanti per la riduzione dei tempi di sospensione della patente.
Una gestione coordinata, invece, consente da un lato di ottenere la restituzione della patente non oltre i termini previsti e dall’altro di affrontare il procedimento penale nel modo meno impattante possibile.
Lo Studio Legale Pappone e Emiliani presta assistenza tecnica qualificata in questa materia, grazie ad una profonda conoscenza sia degli aspetti normativi sia delle prassi operative delle autorità coinvolte.
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