Il caso

Invoca i fatti di Modena al comizio della Schlein, bufera sulla leghista Debora Piazza

La segretaria del Carroccio a Barzanò e responsabile regionale del dipartimento protezione animali è stata sospesa da ogni incarico

Invoca i fatti di Modena al comizio della Schlein, bufera sulla leghista Debora Piazza

Invoca i drammatici fatti di Modena al comizio di Elly Schlein a Lecco, bufera su Debora Piazza, segretaria della Lega di Barzanò e responsabile regionale del dipartimento protezione animali del partito guidato da Matteo Salvini. La segreteria provinciale ha condannato le gravi esternazioni e l’ha sospesa da ogni incarico.

Invoca il dramma di Modena, bufera sulla leghista Debora Piazza

A sollevare la questione è stato il segretario provinciale del Pd Manuel Tropenscovino, che ha letto e salvato un commento social della Piazza sotto il video girato da una testata locale del comizio di ieri, giovedì 21 maggio 2026, di Elly Schlein a Lecco a sostegno della candidatura del sindaco uscente Mauro Gattinoni.

“Questa signora che si definisce segretario e consigliere comunale Lega Salvini Barzanò. Capodipartimento lombardia tutela animale ieri, sotto la diretta facebook di una testata lecchese, ci ha tenuto a fare sapere che si augurava che la Segreteria nazionale del PD venisse investita, come successo a Modena qualche giorno fa – ha scritto Tropenscovino sui social – Non ci risparmiamo nessuna critica aspra nei confronti della Lega e dei suoi dirigenti, ma mai, mai, augureremmo che qualcuno di loro venga investito. Una vergogna, ancora peggiore perché scritta da chi ha ruoli politici e amministrativi. Chissà se tutti i referenti provinciali e candidati della Lega la pensano allo stesso modo. La miglior risposta a tutto questo rimangono ancora la piazza e le persone di ieri a Lecco”.

A stretto giro è arrivata la presa di posizione del segretario provinciale del Carroccio Daniele Butti, che ha annunciato la sospensione di Debora Piazza da ogni incarico. “In merito alle polemiche sorte nelle ultime ore a seguito di alcuni commenti apparsi sui social network, la Segreteria Provinciale della Lega Salvini Premier di Lecco ritiene doveroso intervenire per ribadire con chiarezza la propria posizione – si legge nella nota di Butti – La Lega Salvini Premier prende fermamente le distanze da qualsiasi frase o espressione che possa essere interpretata come un augurio di violenza, odio o danno nei confronti di persone, rappresentanti politici o cittadini, indipendentemente dall’appartenenza politica. Il confronto politico può e deve essere anche duro, ma sempre nel rispetto della persona, della dignità umana e dei principi democratici. La nostra comunità politica non augura la morte o il male a nessuno, nemmeno per provocazione, ironia o scherzo. Per tale ragione, qualora alcune parole pubblicate abbiano generato fraintendimenti o sensibilità ferite, esprimiamo sincere scuse verso chi si sia sentito offeso, precisando che tali espressioni non rappresentano il pensiero né la linea politica della Lega Salvini Premier provinciale. Nella Lega non si tollera la violenza. La Segreteria Provinciale comunica inoltre che, a tutela dell’immagine del movimento e nel rispetto dei valori che la Lega rappresenta, è stata disposta con effetto immediato la sospensione di Debora Piazza da ogni incarico e attività riconducibile alla struttura provinciale del partito, in attesa delle opportune valutazioni interne. Allo stesso tempo, invitiamo tutte le forze politiche e tutti gli utenti dei social network ad abbassare i toni del dibattito pubblico, riportando il confronto entro i limiti del rispetto reciproco e della responsabilità istituzionale”.

Queste le parole di Debora Piazza riportate sempre nella nota del segretario del partito. “Non era mia intenzione augurare del male a nessuno né alimentare odio politico. Se le mie parole sono state interpretate in questo modo, me ne scuso sinceramente. Credo nel confronto democratico e nel rispetto delle persone, valori che devono sempre prevalere su qualsiasi tensione politica”.

Una toppa, quest’ultima, probabilmente peggio del buco, visto che più che “interpretate”, quelle parole sono state lette da centinaia di persone che ne hanno colto perfettamente il senso.

Di qui l’ulteriore presa di posizione della segreteria provinciale del Pd. Questa la nota integrale.

Il Partito Democratico della provincia di Lecco esprime sdegno e ferma condanna per le parole pubblicate sui social da Debora Piazza, segretaria e consigliera comunale della Lega a Barzanò, nonché responsabile regionale del Dipartimento Lega per il benessere degli animali. Commentando la presenza della Segretaria PD in piazza Cermenati ieri a Lecco per Mauro Gattinoni, Piazza ha scritto: “Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore”, con un chiaro riferimento alla strage compiuta a Modena qualche giorno fa. Sono parole gravissime, indegne di chi ricopre incarichi pubblici e politici. Qui non siamo davanti a una battuta o a una provocazione: siamo davanti a una frase che evoca un gesto violento contro militanti, cittadini e avversari politici impegnati in una normale iniziativa democratica. Debora Piazza non è una semplice simpatizzante: è consigliera comunale, dirigente della Lega e parte attiva della campagna elettorale del centrodestra a Lecco a sostegno di Filippo Boscagli, come testimonia la foto allegata di una recente iniziativa in piazza XX Settembre. Per questo chiediamo una presa di distanza immediata e inequivocabile da parte della Lega lecchese, del capolista Carlo Piazza e di tutta la struttura provinciale e cittadina del partito ma anche del candidato sindaco Filippo Boscagli. Chiediamo inoltre le dimissioni di Debora Piazza dal Consiglio comunale di Barzanò. Se questa è “l’eco” che la Lega vuole portare nella campagna elettorale lecchese — l’eco di chi è partito parlando di remigrazione e che arriva ad augurarsi che qualcuno “faccia un favore” investendo con l’auto rappresentanti politici, militanti e cittadini — allora il centrodestra ha il dovere di dirlo chiaramente ai lecchesi. La politica può essere dura. Il confronto può essere acceso. Ma la violenza, anche solo evocata o desiderata, non può mai diventare linguaggio politico. Mai.