Indiscrezioni e giochi di equilibri

Elezioni Merate, Dario Perego vuole rifare il sindaco. E Procopio aspetta... Panzeri

Prende corpo la lista civica contro la maggioranza uscente di centro-destra e il Pd abdica a favore dell'ex primo cittadino. Il vicesindaco chiede la riconferma, scendono le quote dell'assessore Alfredo Casaletto

Elezioni Merate, Dario Perego vuole rifare il sindaco. E Procopio aspetta... Panzeri
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Un ex sindaco - Dario Perego - in pole position per ricandidarsi dopo vent’anni esatti dalla sua ultima esperienza, un altro ex primo cittadino - Andrea Massironi - nel ruolo di regista e un bel po’ di personaggi più o meno impegnati in politica, tra vecchi democristiani e democratici non troppo di sinistra. E’ ricco e variegato il gruppo di lavoro che da diverso tempo sta lavorando a quella che sarà con ogni probabilità l’unica lista in corsa alle elezioni comunali di Merate con un unico obiettivo: battere Massimo Panzeri e la maggioranza uscente.

Un gruppo del quale non fa parte Andrea Robbiani, che pure ci aveva fatto la bocca flirtando con i suoi predecessori nel redigere la mozione «carbonara» in difesa del Mandic, salvo poi essere messo alla porta dagli esponenti dell’attuale minoranza di centrosinistra «Cambia Merate».

«O noi o lui», avrebbero detto, perché pur da battitore libero Robbiani siede ancora in maggioranza. Dunque dentro i «noi», nel senso di Aldo Castelli (che difficilmente si ricandiderà anche solo come consigliere), Patrizia Riva, Roberto Perego (di Sartirana come i registi dell’iniziativa) e Marco Giumelli. Ma anche Giliola Sironi, con un lungo passato amministrativo in quota Dc e oggi Pd; Stefano Maffi, revisore dei conti di Retesalute ed ex assessore a Robbiate; e pure quel Gino del Boca che dall’estero, dove vive, non fa mistero di sostenere il campo largo e che a più riprese ha tentato di far salire a bordo Giuseppe Procopio. Provò a convincerlo anche nel 2019, quando era segretario di circolo, ma infine virò sul «riciclo» di Aldo Castelli, fallendo.

Il gruppo Cambia Merate a inizio mandato

Un altro «riciclato» è quel Dario Perego che alla soglia dei 70 anni e dopo aver indossato la fascia tricolore dal 1995 al 2004 ha ritrovato la passione per la politica e sembra essere favorito per la carica di candidato sindaco del listone civico.

Un nome alternativo è quello di Silvia Sesana, assessore al fianco di Massironi fino al 2019 che un punto d’incontro con il centrosinistra cinque anni fa l’ha avuto... in casa: il marito Vincenzo Vesci si candidò infatti con la lista di Castelli, proprio contro alcuni compagni di maggioranza della moglie.

Silvia Sesana e Andrea Massironi

Non sarà candidato sindaco Mattia Salvioni, segretario del circolo del Pd di Merate, il cui nome è circolato nei giorni scorsi più con l’intento di bruciare lui e preservare Perego che non con un fondo di verità.

Mattia Salvioni e Andrea Robbiani

Pd che nella seconda città della provincia ha dunque deposto le armi, abdicando a favore di un progetto civico che nella migliore delle ipotesi lo vedrà nel ruolo di gregario della compagnia di Sartirana. Dove le danze le conducono Massironi e Perego.

Casaletto scende, Procopio sale... e aspetta Panzeri

Sul fronte del centro-destra e dunque dell'attuale maggioranza tiene banco la situazione di Giuseppe Procopio, attuale vicesindaco e probabile ago della bilancia delle elezioni comunali del prossimo 9 giugno.

Il diretto interessato in questo momento si trincera dietro un «no comment», ma è del tutto evidente che il braccio destro di Panzeri stia aspettando un invito concreto da parte del primo cittadino, che alle elezioni comunali di quest’anno cercherà il bis.

Un invito a partecipare agli incontri in cui i rappresentanti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono riuniti per ragionare sulla composizione della lista, non gli era arrivato. E nonostante un Panzeri in versione pompiere abbia assicurato dalle colonne del nostro Giornale che «farà ancora parte della squadra», Procopio sa che qualcuno pensa già a una lista con cinque candidati per partito più lui di «Noi Moderati» e attende di conoscere quale ruolo sarà chiamato a ricoprire in caso di vittoria.

Il minimo sindacale è un posto in Giunta, anche se difficilmente il campione di preferenze delle elezioni 2019 rinuncerà alla carica di vicesindaco, a maggior ragione alla luce delle recenti evoluzioni in seno a Fratelli d’Italia.

Giuseppe Procopio e Alfredo Casaletto

In una logica di spartizione di poltrone stabilita dalle segreterie provinciali di partito, fino a qualche settimana fa sembrava che il posto di vicesindaco - sempre in caso di riconferma alle urne - lo avesse prenotato Alfredo Casaletto, salito in corsa sul carro del partito di Governo (insieme a Fiorenza Albani e Norma Maggioni) beccandosi pure dell’«opportunista» dal segretario dem Mattia Salvioni (e non solo). Ma tra i meloniani lecchesi il vento è cambiato: lo sponsor di Casaletto, ovvero l’ex portavoce Fabio Mastroberardino, ha perso il congresso contro Alessandro Negri e pare che il nuovo presidente provinciale di FdI sia intenzionato a dare discontinuità alle scelte di chi lo ha preceduto.

Emblematica è stata la cacciata di Valter Cogliati, in favore di Alessandro Albertini, alla guida del circolo cittadino (è di ieri inoltre il commissariamento del circolo di Osnago guidato da Daniela Fiocchi, con dinamiche molto simili a quelle avvenute a Merate).

Con molte meno certezze e senza più santi a cui appellarsi, Casaletto potrebbe insomma dover ingoiare il boccone amaro e cedere il passo a quel Procopio le cui quote si sono improvvisamente rialzate e con il quale non corre più buon sangue come un tempo, a maggior ragione dopo le ultime elezioni regionali quando Procopio si trovò isolato da una Giunta compatta a sostegno di Mauro Piazza.

Tutto insomma è nelle mani di Panzeri, che dovrà formulare una proposta convincente se non vorrà perdere il suo vicesindaco. E le sue preferenze: cinque anni fa ne ottenne quasi 400.

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