La finestra di Marco Calvetti

Elezioni Lecco 2020: ora si gioca un’altra partita

Don Peppino contro don Mauro: non è fuori luogo definirla una sfida all'ombra del campanile, ma anche della capacità dell'uno e dell'altro di conquistare consensi nel campo avverso e contando sulla mobilitazione e sull'entusiasmo (da rigenerare) delle forze che li hanno sostenuti.

Elezioni Lecco 2020: ora si gioca un’altra partita
Lecco e dintorni, 22 Settembre 2020 ore 16:23

Di Marco Calvetti

Scrutinio  all’ultimo respiro, vissuto nei quartieri generali dei partiti con intensa e comprensibile tensione. L’exit poll di ieri aveva fotografato la probabile vittoria al primo turno di Peppino Ciresa e del centro destra, che l’esperto nocchiero, ha saputo compattare.

Elezioni Lecco 2020: ora si gioca un’altra partita

Sezione per sezione i voti sono stati sciorinati in un altalena che si è conclusa con il verdetto del ballottaggio tra lo stesso Ciresa e Mauro Gattinoni, candidato del centro sinistra, che andrà in scena tra 15 giorni.

Marginali e inferiori alle attese i consensi per Corrado Valsecchi, vera delusione di giornata, e Silvio Fumagalli, dei cinque stelle.

Ora si gioca un altra partita ed è azzardato fare pronostici anche se il centro destra, arrivato a un passo dal traguardo, ha ragione di credere che l’umore dei Lecchesi non muti nelle prossime due settimane.

Come da tradizione consolidata diventerà fondamentale l’affluenza, anche perché ripetere le percentuali del primo turno sarà quasi impossibile.

Altra incognita riguarda le alleanze che tuttavia, al momento, non sembrano disegnare una geografia distante dal quadro che si è appena misurato. Tra l’altro, sul fronte del centro sinistra, si sono già consumate divisioni così nette da escludere negoziati che gli stessi leader non saprebbero garantire.

Va da sé dunque che la sfida  si concentrerà, come è giusto che sia, tra Don Peppino e Don Mauro, due cattolici di diversa età ma di comune estrazione. Non è fuori luogo definirla una sfida all’ombra del campanile, ma anche della capacità dell’uno e dell’altro di conquistare consensi nel campo avverso e contando sulla mobilitazione e sull’entusiasmo (da rigenerare) delle forze che li hanno sostenuti. Ora entreranno in gioco anche squadre e programmi, che non saranno un orpello dei candidati, ma la pietra sulla quale fondare il governo della città.

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