“Un segnale di partecipazione che va oltre le aspettative e le sigle di partito”. È questo il bilancio dell’incontro tenutosi sabato 17 gennaio 2026 allo Spazio Aperto di Osnago, che ha visto riunirsi decine di persone tra amministratori comunali, cittadini, volontari ed esponenti politici per fare il punto sul futuro del territorio meratese.
Il “campo largo” del Meratese riunito a Osnago
L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Francesco Cattaneo (segretario del Circolo Pd di Osnago, Cernusco, Lomagna e Montevecchia) e Marco Molgora (Alleanza Verdi Sinistra ed ex sindaco di Osnago), si è configurata come una vera e propria “chiamata alla partecipazione” civica. L’evento ha registrato una presenza trasversale che ha coinvolto tutte le anime dell’area progressista: presenti rappresentanti di Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Socialista, accanto a numerosi esponenti di liste civiche e cittadini non iscritti ad alcun partito. Tanti i volti noti del territorio che hanno partecipato, dall’ex sindaco di Osnago Paolo Strina alla vicesindaca Maria Grazia Caglio, dal consigliere Francesco Falsetto di Verderio e Milva Caglio (in quota Sinistra Italiana), passando per i cernuschesi Gabriele Gavazzi, Samantha Brusadelli e Simona Limonta (che siedono in minoranza) e Mario Sirio Levati del Partito Socialista. E ancora Stefano Golfari di Olgiate Molgora e Pierluigi Bonfanti, candidato nel 2019 a Merate con i Cinque Stelle.
Lontana dai formalismi dei classici convegni, la discussione si è sviluppata in modo aperto e orizzontale, toccando i nodi cruciali per la vita dei cittadini del Meratese. Al centro del dibattito i temi caldi per il territorio: dalla sicurezza e legalità alla viabilità (con particolare attenzione al nodo del Ponte di Paderno), fino al governo del territorio e alle politiche sociali.
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“Bisogna tornare alla politica fisica e alla partecipazione”
L’obiettivo dichiarato è contrastare l’astensionismo e la sfiducia tornando a una politica “fisica” e di prossimità, capace di uscire dalle logiche social per tornare tra la gente. “In un periodo storico segnato dalla disaffezione al voto e dalla sfiducia nelle istituzioni – sottolineano i promotori – abbiamo sentito l’urgenza di invertire la rotta. C’è bisogno di tornare a fare politica in modo ‘fisico’, guardandosi negli occhi e confrontandosi direttamente sui problemi concreti, uscendo dalla bolla dei social network”.
L’incontro non si è limitato al dibattito frontale: la serata è proseguita in un clima conviviale, con scambi di idee in piccoli gruppi che hanno permesso di approfondire le questioni in modo informale. I partecipanti si sono lasciati con l’impegno concreto di organizzare a breve nuovi tavoli di confronto. Da Osnago arriva dunque un messaggio chiaro: la ricostruzione di un campo progressista unito passa dall’ascolto e dalla presenza sul territorio.