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Tenax ha portato colore alle Olimpiadi di Pechino con le sue storiche reti

Una storia iniziata con le reti per il confezionamento degli alimenti: oggi l’azienda sviluppa sistemi per l’ingegneria civile e ambientale

Tenax ha portato colore alle Olimpiadi di Pechino con le sue storiche reti
Economia Casatese, 03 Marzo 2022 ore 16:28

Un prodotto iconico, la ricerca e lo sviluppo di tante idee in settori diversi, l’ambizione di essere presenti a grandi manifestazioni internazionali. E’ lungo e importante il cammino di Tenax, storica azienda lecchese con headquarter a Viganò, che ha fatto delle reti il proprio business di successo: quelle che contengono frutta e verdura esposte sugli scaffali dei supermercati, quelle per raccogliere le olive, quelle arancioni che delimitano i cantieri, quelle che rinforzano il terreno e sostengono scarpate e muri verdi lungo le strade.

Tenax ha portato colore alle Olimpiadi di Pechino con le sue storiche reti

L’azienda fondata da Mario Beretta negli anni Sessanta oggi è una realtà internazionale che nel 2021 ha fatturato quasi 100 milioni di euro di cui il 65% all’estero, che conta 250 dipendenti tra le sedi di Viganò, Baltimora ed Evergreen negli USA e la filiale tedesca. L’ultimo successo? L’ennesima presenza con le proprie transenne modulari alle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022, come ci racconta Paolo Molteni, Business Director dell’azienda.

Partiamo da questa novità. In che modo siete stati presenti ai Giochi Olimpici che si sono da poco conclusi a Pechino?

«Non è la prima volta che siamo presenti ai Giochi Olimpici Invernali. Abbiamo iniziato con le Olimpiadi di Torino nel 2006, con l’approvazione da parte del Comitato Olimpico Internazionale del nostro prodotto “Limit Sport” utilizzato con successo per canalizzare i flussi di persone, dagli atleti al personale tecnico, dal pubblico ai giornalisti in area stampa. Tenax Limit Sport è una transenna modulare colorata e leggera, flessibile e semplice da installare nella neve. Vorremo continuare questa bellissima esperienza e sicuramente faremo il possibile per essere presenti anche alle prossime Olimpiadi Invernali che si svolgeranno in Italia, Milano-Cortina, nel 2026».

Paolo Molteni, Business Director Tenax
Paolo Molteni, Business Director Tenax

La Tenax nasce negli anni Sessanta: oggi è una realtà internazionale di successo. Come è stato possibile?

«Il merito di un’idea vincente va certamente al fondatore dell’azienda, Mario Beretta, mancato purtroppo alcuni anni fa, che grazie alla sua leadership carismatica e innovativa, con l’aiuto dei suoi collaboratori, iniziò già alla fine degli anni Ottanta il processo di internazionalizzazione dell’azienda con il primo insediamento negli USA. Recentemente l’azienda con il nuovo Consiglio di Amministrazione ha implementato un processo riorganizzativo che ha favorito la crescita di una nuova cultura aziendale che le permetterà di stare al passo con i tempi e cogliere le migliori opportunità sul mercato. Tenax, controllata dalla famiglia Beretta, che da sempre crede nella nostra realtà, e affiancata da nuovi azionisti, guarda allo sviluppo della propria attività dichiarandosi pronta anche a operazioni straordinarie che possano consolidare la posizione di leader di mercato».

L’intuizione fortunata fu certamente quella della rete arancio che delimita i cantieri.

«E’ vero, quella rete è diventata iconica. L’idea nacque negli anni Ottanta. Ricordo ancora le difficoltà che abbiamo avuto nei primi anni per convincere i clienti a testare ed acquistare questa rete, che oggi viene utilizzata per delimitare la maggior parte dei cantieri grazie alla sua leggerezza, facilità d’installazione e al suo riutilizzo, ma soprattutto al suo colore che rende immediatamente identificabile un’area di lavori in corso. A differenza di altre recinzioni in metallo più costose, più ingombranti e problematiche in fase di installazione e difficili da trasportare».

Solo uno dei prodotti che avete lanciato in questi sessant’anni di storia.

«Tenax nasce negli anni Sessanta come produttore di reti tubolari in plastica per l’imballo dei salumi e il confezionamento dei giocattoli. Grazie allo sviluppo tecnologico e al suo know-how, Tenax inizia a produrre e vendere reti per balconi, reti per la raccolta olive, reti per il supporto di fiori e ortaggi e varie tipologie di recinzioni inventando negli anni Ottanta anche la “rete arancio” per i cantieri. Negli anni Novanta lo sviluppo dei prodotti continua con la realizzazione di un’innovativa gamma di Geosintetici per utilizzo in ambito geotecnico e ambientale. L’ampia gamma di prodotti Tenax oggi soddisfa una clientela che va dagli agricoltori, alle imprese di costruzione e general contractors, dalle industrie alle amministrazioni pubbliche, dagli installatori ai consumatori appassionati di giardinaggio e fai da te, attraverso un network distributivo capillare anche a livello internazionale».

Voi producete prodotti in plastica che negli ultimi anni si cerca sempre più di ridurre per evitare l’impatto ambientale. Come affrontate questa sfida?

«Abbiamo cessato da qualche anno la produzione delle reti per il confezionamento alimentare e attualmente nel nostro portfolio prodotti non sono annoverati articoli “usa e getta”, ma al contrario produciamo manufatti durevoli nel tempo. Un esempio su tutti i nostri prodotti per l’ingegneria civile e per la costruzione di muri verdi, che vanno a sostituire l’utilizzo del cemento e del ferro, riducendo così l’impatto ambientale, con un effetto estetico finale indubbiamente più gradevole. La nostra politica di “Sostenibilità” prevede l’utilizzo di prodotti riciclati nella fase post-industriale interna ed esterna, realizzando prodotti più leggeri, maggiormente performanti, la revisione degli attuali imballi, che ci consentono di accedere a tutte le certificazioni necessarie, di cui al Footprint, Epd, Iso14000. Indubbiamente il percorso è ancora lungo, ma Tenax si adopererà con tutte le forze per raggiungere questo traguardo».

 

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