Una partnership strategica con la coreana Curexo per entrare nella chirurgia robotica e un primo importante accordo operativo siglato con la Fondazione Mohammed VI a Rabat tramite il partner commerciale locale Abc Synthèse. E’ questa la novità di Permedica, azienda leader specializzata nella produzione e distribuzione di prodotti per artroplastica di anca, ginocchio e spalla. Una realtà innovativa, molto internazionalizzata e in forte crescita che ha chiuso il bilancio 2025 con un fatturato di poco superiore ai 50 milioni di euro e occupa oltre 250 dipendenti tra l’headquarter di via Como a Merate e le dieci filiali estere.
Permedica e la partnership con Curexo
«La robotica sta entrando in maniera sempre più incisiva anche nella chirurgia ortopedica e questo accordo strategico con la coreana Curexo ci permette di compiere un notevole salto tecnologico e ampliare la nostra offerta in Italia e nel continente africano – ci ha spiegato Federico Perego, Ceo di Permedica – Curexo in particolare sviluppa bracci robotici per supportare le procedure di artroplastica, principalmente ginocchio, che a breve saranno estese anche a spalla e anca». Tra il 23 e il 25 aprile l’accordo è stato presentato in anteprima a Rabat, capitale del Marocco, dove il braccio robotico Cuvis è stato presentato in esclusiva all’ospedale universitario che fa riferimento alla Fondazione Mohammed VI.
La collaborazione con Abc Synthèse
Queste nuove procedure, implementate in Marocco attraverso una collaborazione strategica tra Permedica e il partner commerciale Abc Synthèse, sono già state sperimentate con successo da chirurghi ortopedici e tecnici specializzati in un ambiente controllato su un modello anatomico in condizioni che vanno a simulare la parte clinica.
«Questa dimostrazione rappresenta un passo in avanti verso la fase clinica che verrà avviata da ottobre, il tempo per ottenere tutte le approvazioni necessarie rispetto alle normative e agli standard internazionali – ha aggiunto Perego – E rappresenta un’ulteriore modernizzazione del sistema sanitario marocchino che, soprattutto negli ultimi anni, sta implementando tecnologie d’avanguardia».
Gli ospedali della Fondazione Mohammed VI
«Il robot è di grande aiuto perché permette di eseguire una chirurgia personalizzata partendo da un’immagine Tac, grazie alla quale viene ricostruita l’articolazione in 3D. Quindi si può realizzare una pianificazione pre-operatoria per poi utilizzare la robotica che migliora notevolmente la precisione chirurgica, riduce i margini di errore e contribuisce a un recupero post operatorio più rapido a tutto vantaggio del paziente». Gli ospedali della Fondazione Mohammed VI puntano a diventare centri di riferimento nel Marocco e nel continente africano. Ma questa novità coinvolgerà anche l’Italia. «Stiamo solo aspettando le necessarie autorizzazioni», ha precisato Perego.
La robotica permetterà di ampliare lo spettro e il focus di Permedica, oggi limitato, si fa per dire, alla protesica e all’atto chirurgico per essere sempre più esteso alla pianificazione pre-operatoria, ai sistemi di supporto robotici, a tecnologie supportate anche da realtà aumentata per migliorare la fase operatoria rendendo la chirurgia più puntuale e accurata, a vantaggio del risultato clinico.
Una realtà che continua a crescere
Ma non è tutto. Permedica vuole entrare anche nella medicina rigenerativa con soluzioni per andare a promuove la crescita tessutale attraverso soluzioni mini invasive. «Stiamo lanciando un kit per il prelievo e la processazione del tessuto adiposo per promuovere la rigenerazione – è intervenuto Stefano Camesasca, Global Marketing Manager – L’innovazione continua ci permetterà di migliorare la qualità della vita dei pazienti. Offriamo soluzioni all’avanguardia di qualità elevata e continuiamo a investire nella medical education in tutti i Paesi dove operiamo – ormai oltre 80 – attraverso training e workshop, anche personalizzati. Questo lavoro offre un continuo e virtuoso scambio di esperienze e prospettive tra i medici che svolgono gli interventi. Inoltre nell’headquarter di Merate ogni settimana ospitiamo chirurghi ai quali facciamo visionare tutto il ciclo produttivo: dalla materia prima, al processo di forgiatura, dalla lavorazione meccanica alla stampa in 3D, dai rivestimenti superficiali alle fasi di lavaggio, dalla sterilizzazione al packaging finale. A breve a Merate metteremo a disposizione anche preparati anatomici per diventare totalmente autonomi dal punto di vista della medical education offrendo al chirurgo un’esperienza a 360°. Tutta questa attività si traduce in un beneficio per il paziente prima, durante e dopo l’intervento».
Permedica fornisce un servizio unico
«Partiamo dall’ascolto del cliente per fornire risposte innovative e soluzioni rapide – ha aggiunto Camesasca – Caratteristiche che può garantire un’azienda a gestione familiare come la nostra a differenza di una multinazionale dove spesso il cliente si trova a dover interagire con manager che cambiano e risposte non velocissime».
Il core business di Permedica è sempre stato legato ad anca, ginocchio, spalla, ma a breve verrà esteso anche ad altre articolazioni. E per questo motivo la famiglia Perego ha presentato domanda in Comune a Merate per un ulteriore ampliamento di 15.000 mq dell’headquarter.