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Virus ed economia

Mercato del lavoro nel Lecchese tiene nonostante la pandemia

Certamente le norme sulla cassa integrazione guadagni con causale Covid-19 e sul blocco dei licenziamenti adottate dal marzo 2020 hanno innalzato un “diga” per contenere l’ondata di licenziamenti che si sarebbe verificata senza l’adozione di misure a tutela dell’occupazione.

Mercato del lavoro nel Lecchese tiene nonostante la pandemia
Economia Meratese, 25 Marzo 2021 ore 11:09

I dati del Rapporto congiunturale 29 dell’Osservatorio provinciale del Mercato del Lavoro lecchese e quelli dell’indagine Istat sulle forze di lavoro, pubblicati quasi contestualmente, evidenziano una situazione sorprendentemente positiva per il sistema occupazionale della provincia di Lecco nel 2020, poiché la pandemia in atto faceva presagire scenari allarmanti.

Mercato del lavoro nel Lecchese tiene nonostante la pandemia

Secondo i dati dell’Osservatorio provinciale nel 2020 il numero complessivo di avviamenti registrato dai Centri per l’Impiego di Lecco e Merate è stato di poco superiore alle 30.000 unità, in forte flessione rispetto alle oltre 35.000 dell’anno precedente (-15%). La contestuale diminuzione delle cessazioni, passate da quasi 35.000 a circa 27.000 (-21%), ha determinato tuttavia un saldo positivo (+ 2773 unità), addirittura migliore di quello del 2019 (+721).

Con riferimento ai flussi in ingresso e uscita dal mercato del lavoro lecchese nel 2020, non si sono registrate significative differenze di genere e rispetto alle classi d’età: in tutti i sottoinsiemi considerati (maschi e femmine, 15-29 anni e 50-64 anni) il saldo percentuale tra avviamenti e cessazioni resta positivo e oscilla tra il +4,4% (classe 15-29 anni) e il 6,7% (maschi).

Tasso di attività: Lecco seconda in Lombardia

Si tratta di dati in linea con quelli sulle forze di lavoro forniti dall’Istat, secondo i quali nel 2020 la provincia di Lecco mantiene un ottimo posizionamento nella graduatoria delle 107 province italiane, sia in riferimento al tasso provinciale di attività (pari al 72,8%, con Lecco seconda in Lombardia dopo Milano, e in 16ª posizione a livello italiano), che al tasso di occupazione (pari al 68,9%, con la provincia di Lecco 1ª in Lombardia e 6ª in Italia). Valori che rimarcano la capacità di tenuta del sistema produttivo e occupazionale lecchese, in particolare dell’industria manifatturiera, che nel 4° trimestre 2020 ha fatto registrare la miglior performance regionale con riferimento alla produzione industriale (+1,6%), nonostante le criticità dell’emergenza pandemica.

Gli occupati

La buona performance del sistema occupazionale lecchese è confermata dal dato sugli occupati, in calo dello 0,7%, ma che evidenzia la migliore posizione in Lombardia (a pari merito con la provincia di Monza e Brianza): anche in questo caso il dato è sensibilmente migliore dei cali registrati a livello lombardo (-1,7%) e italiano (-2%).

I disoccupati

Scende anche il numero dei disoccupati, dalle circa 8.400 persone senza lavoro stimate nel 2019 alle 8.200 persone dell’anno scorso (pari a un tasso di disoccupazione provinciale del 5,2% nel 2020).

Cassa integrazione

Certamente le norme sulla cassa integrazione guadagni con causale Covid-19 e sul blocco dei licenziamenti adottate dal marzo 2020 hanno innalzato un “diga” per contenere l’ondata di licenziamenti che si sarebbe verificata senza l’adozione di misure a tutela dell’occupazione.

Infatti, si è verificata una crescita vertiginosa delle ore di cassa integrazione guadagni autorizzate dall’Inps (oltre 26.500.000 ore nel 2020 rispetto ai circa 2 milioni del 2019), segno che l’aumento esponenziale del ricorso agli ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro ha contribuito in modo sostanziale alla tenuta del quadro occupazionale.

Il fatto che nel 2020 l’80,5% delle ore autorizzate abbia riguardato la cassa integrazione ordinaria, il 2,7% quella straordinaria e il 16,7% quella in deroga sembra indicare una netta prevalenza di difficoltà temporanee da parte delle imprese rispetto a situazioni di crisi strutturali.

La forte richiesta di cassa integrazione da parte delle imprese operanti nel commercio e servizi (267.000 ore di cassa straordinaria e 4.337.000 di ore di cassa in deroga nel 2020) evidenzia le gravi difficoltà di questi comparti e la necessità di garantire più a lungo l’estensione degli ammortizzatori sociali con causale Covid-19, come previsto dal decreto legge 41/2021 “Sostegni”, entrato in vigore il 23 marzo scorso.

Il Presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli

Sotto il profilo degli indicatori del mercato del lavoro lecchese – commenta il Presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli – il 2020 si è chiuso in modo inaspettatamente positivo, ma è evidente che si tratta di valori solo in parte spiegabili con la positiva reazione messa in campo da alcuni comparti del nostro sistema economico. Senza i provvedimenti a tutela dell’occupazione, che proseguiranno nei prossimi mesi, ci saremmo trovati davanti a numeri certamente negativi”.

Il Consigliere provinciale delegato ai Centri per l’impiego Giuseppe Scaccabarozzi

“Il buon posizionamento ottenuto dalla provincia di Lecco nelle graduatorie nazionali – aggiunge il Consigliere provinciale delegato ai Centri per l’impiego Giuseppe Scaccabarozzi – ci spinge a lavorare con determinazione per rafforzare la rete e la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, sostenere il sistema produttivo e rendere più efficace ed efficiente il sistema occupazionale locale; solo così potremo essere pronti e preparati quando termineranno le norme sul blocco dei licenziamenti e sulla cassa integrazione. La prosecuzione della campagna vaccinale resta l’unica strada per uscire il prima possibile da questa situazione di emergenza, in modo che le persone alla ricerca di un impiego, siano essi giovani che si affacciano sul mercato del lavoro o adulti che si stanno impegnando per rientrarvi, possano avere maggiori opportunità”.

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