Si è parlato di geopolitica e di mercati finanziari, tracciando un bilancio sul 2025 ed esprimendo previsioni per il 2026, cercando di interpretare gli scenari macroeconomici. Sono questi i principali temi affrontati durante l’incontro intitolato «Next Move 2026 – Dove va il mercato secondo Investitori SGR, Allianz Global Investors e PIMCO», svoltosi mercoledì scorso al Varo Loft di Valmadrera.
Ad organizzare la serata è stato il Team di Financial Advisor di Allianz Bank, del centro di consulenza finanziaria di Lecco, presente con Giuseppe Antonelli, Stefano Cairoli e Federica Antonelli, quest’ultima nelle vesti di moderatrice del dibattito. Ad intervenire sono stati tre relatori di alto livello, ovvero Enzo Corsello, Country Head Italy di Allianz Global Investors, Adriano Nelli, Country Head Italy di PIMCO, e Emanuele Vizzini, General Manager di Investitori SGR.
Ad aprire il confronto è stata Federica Antonelli: «Un ringraziamento speciale a Giuseppe Rota, presidente di Varo, perché incontrarsi qui, in un luogo dove vengono prese decisioni, si investe e si crea valore ha un significato. E crediamo sia un’ottima location per parlare di futuro e comprendere come orientarci».
L’intervento di Enzo Corsello
La serata è entrata nel vivo con lo speech di Enzo Corsello: «Viviamo una fase di grande accelerazione della crisi mondiale dell’ordine globale – ha esordito – dopo la pandemia, il conflitto russo-ucraino, la riapertura del fronte mediorientale, le tensioni geopolitiche e le relative ricadute sono tornate al centro delle analisi finanziarie. Tutto lo status quo del ciclo precedente è stato messo in discussione, perciò stiamo attraversando una fase di grandi sconvolgimenti».
Corsello ha ricostruito uno scenario caratterizzato dalla presenza di «4 F», differente al mondo definito «precedente». La prima è la F di «frammentazione»: «Da un mondo globalizzato e a mercato unico, con scambi commerciali veloci e pesante in termini di contributo alla crescita del PIL mondiale, siamo passati ad una fase in cui il contributo degli scambi internazionali risente di dazi, strozzature, scelte che privilegiano la sicurezza. La globalizzazione cambia forma: il mercato unico è stata una parentesi fra due guerre fredde. Una chiusa nel 1989 con la vittoria degli Usa sull’Unione Sovietica, e l’altra che si è aperta con l’invasione russa in Ucraina. Oggi abbiamo la necessità di frammentare il portafoglio, prendendo atto che il mondo è desincronizzato. Inoltre serve gestire bene il rischio di cambio: la valuta va coperta dal rischio fluttuazioni».
La seconda F sta per «fiscal dominance», in «un mondo che è sempre stato guidato dalla politica monetaria e che ora ha ceduto il testimone alla politica fiscale».
Avanti con «fiat guaranty», ovvero la crisi delle valute di carta: «L’emissione di debito fuori misura rispetto a standard accettati ha fatto sì che iniziassero a perdere valori come affidabilità e conservazione nel tempo. Ciò ha portato alla corsa agli asset come infrastrutture e di conseguenza al deprezzamento delle valute fiduciarie».
Infine «frontiera tecnologica»: «C’è un uso duale, militare e civile, della tecnologia, nella sua duplice funzione come motori di crescita economica e di gestione per la lotta alla supremazia globale. Su questo fronte si concentrano investimenti importanti: il rischio è che non ci sia un ritorno sufficiente e ciò potrebbe essere potenzialmente destabilizzante per il mercato».
In chiusura Corsello ha dimostrato ottimismo per l’anno da poco iniziato: «Posso affermare che il 2026 si preannuncia positivo, grazie alla presenza di stimoli monetari e fiscali».
Parola ad Adriano Nelli
Il secondo relatore di serata è stato Adriano Nelli: «Partiamo dai fondamentali economici, lo scorso anno eravamo tutti preparati ad un 2025 che doveva essere di contrazione economica, di difficoltà. Ma tutto sommato non è stato così: le grandi aziende internazionali hanno mostrato una notevole capacità di non trasferire subito sui consumatori l’onere dei dazi. Hanno assorbito, magari abbassando un po’ i margini, migliorando l’efficienza dei processi produttivi e continuando a competere sui mercati internazionali».
E il 2026? «Ci sarà spazio ulteriore per manovre fiscali. Guardando agli Usa penso alle elezioni di metà mandato, ma anche al ciclo di investimenti in atto nell’infrastruttura digitale, alla grande fiducia nella Banca Centrale Americana, perciò è difficile essere pessimisti sull’andamento dell’economia a stelle e strisce. Il sistema per ora tiene, ci sarà un po’ di espansione fiscale, ma le aspettative di inflazione sul lungo periodo restano abbastanza contenute. Siamo di fronte ad un mondo multipolare, con nuovi attori, ma il sistema finanziario rimane centrato sul dollaro americano«.
Emanuele Vizzini tira le somme
A tirare le somme è stato Emanuele Vizzini: «Abbiamo sentito messaggi rassicuranti nel breve periodo, in un mondo dove succede di tutto, con forti turbolenze ma dove le reazioni dei principali mercati è relativamente composta, caratterizzati da poca volatilità. Siamo di fronte a sfide straordinarie che lasciano presagire un cambio di paradigma».
Sul fronte investimenti spiccano due paesi guida, Usa e Cina: «Il messaggio è diversificare maggiormente, evitando rischi che queste due aree portano con sé, dato che sia Usa che Cina hanno fortissime criticità interne, cercando però di puntare su quanto c’è di buono. Gli Stati Uniti hanno un problema sociale che trova semplice sintesi nel termine “affordability”, “accessibilità”, nel fatto che le persone comuni possono continuare ad alimentare l’economia spendendo. La Cina invece ha un’altra parola, ovvero “discontinuità”: la crescita economica degli ultimi anni ha garantito al paese passi in avanti, ma oggi ha divergenze interne, una disoccupazione giovanile molto alta, aziende che faticano a far profitti a causa dell’elevata competizione. E inoltre la deflazione, i prezzi scendono».
In definitiva Vizzini ha affermato che «i messaggi che oggi dobbiamo dare sono costruttivi ma di maggior attenzione rispetto a 12-18 mesi fa, perché quando i mercati finanziari salgono, spesso poi la discesa è pesante e dolorosa, quindi è bene ammortizzare prima tale possibilità. Ricordo che negli ultimi cinque anni le discese sono state straordinarie occasioni di acquisto e accumulo: dobbiamo essere vigilanti, costruttivi e non indicizzati».