Virus ed economia

Decreto Cura Italia, Confcommercio Lecco boccia il click day

"Così come è pensato l'una tantum per gli autonomi non va bene" Giudizio positivo su norme relative a credito e fisco: "Ma si può fare di più".

Decreto Cura Italia, Confcommercio Lecco boccia il click day
Meratese, 19 Marzo 2020 ore 19:20

Il Decreto “Cura Italia” – 25 miliardi di euro per provare a dare le prime risposte economiche all’emergenza Coronavirus – contiene diversi provvedimenti che interessano il mondo del terziario di mercato rappresentato da Confcommercio Lecco.

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Indubbiamente a far discutere è quello relativo all’intervento di sostegno economico per i lavoratori autonomi e i professionisti presente nel decreto. “L’una tantum è un primo passo, ma non è certo sufficiente per dare risposte a chi da un giorno all’altro ha dovuto chiudere, spesso anche in anticipo rispetto ai provvedimenti del Governo a riprova del grande senso di responsabilità mostrato dagli operatori – evidenzia il presidente di Confcommercio Lecco, Antonio Peccati – Come Confcommercio crediamo che si possano trovare risorse aggiuntive per incrementare questo intervento economico, così come va garantita fin da subito la conferma, per autonomi e professionisti, di un indennizzo anche per il mese di aprile”.

Decreto Cura Italia, Confcommercio Lecco boccia il click day

 

A provocare rabbia in tanti imprenditori è la modalità con cui il Governo starebbe pensando di erogare l’una tantum. Infatti, l’ipotesi avanzata nelle scorse ore dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, è quella di utilizzare lo strumento del click day per consentire ai lavoratori autonomi e ai professionisti di richiedere l’indennità di 600 euro prevista dal decreto. “Pur avendo presente l’entità delle risorse stanziate, in questa fase di emergenza il click day rischierebbe di vanificare in buona parte la stessa volontà del legislatore, oltre ad apparire una autentica “presa in giro” – continua il presidente – Sarebbe un sistema poco rispettoso del momento drammatico che stanno vivendo migliaia di commercianti e di operatori e non metterebbe tutti i potenziali richiedenti sullo stesso piano e alle stesse condizioni di partenza, essendo il sistema evidentemente legato alla connettività che caratterizza ogni singolo territorio. Come sottolineato da Confcommercio anche a livello nazionale, va inoltre evidenziato che l’utilizzo del sistema del click day per le necessità organizzative e di strumentazione di cui necessita, rischia di essere del tutto incoerente nell’attuale fase emergenziale nella quale l’attività di professionisti ed autonomi è di fatto sospesa o fortemente limitata, così come quella di associazioni di rappresentanza ed intermediari in grado di prestare assistenza a tali soggetti. In altre parole, come Confcommercio chiediamo a gran voce che non si scelga per nessuna ragione la strada del click day”.

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Per quanto concerne gli altri aspetti affrontati dal Dl “Cura Italia”, la valutazione è positiva per quanto riguarda la scelta adottata – per settori particolarmente colpiti dall’emergenza (turismo e pubblici esercizi, trasporto passeggeri e trasporto merci, imprese culturali…) e

per soggetti con ricavi o compensi non superiori ai 2 milioni di euro – di procedere con la sospensione di adempimenti e scadenze fiscali e contributive relativi al mese di marzo, nonché (per i soli settori “critici”) di adempimenti e scadenze contributive anche per il mese di aprile. “Come sottolineato a livello nazionale da Confcommercio, è però necessaria una più ampia e inclusiva “moratoria fiscale”, anche in riferimento alle criticità della ripresa dei versamenti già da maggio e della loro insufficiente rateizzazione, nonché all’esigenza di intervenire anche sul versante dei tributi locali – spiega il direttore di Confcommercio Lecco, Alberto Riva – Poi andrebbero tenuti in considerazione anche gli appuntamenti di aprile fin qui non sospesi. Inoltre, per i soggetti non rientranti nella sospensione, risulta davvero troppo breve il rinvio tecnico dei versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni dal 16 al 20 marzo”.

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Sul versante dell’accesso al credito e del sostegno della liquidità, Confcommercio Imprese per l’Italia giudica di rilievo il potenziamento per 1,2 miliardi di euro delle disponibilità del Fondo centrale di garanzia con innalzamento della garanzia diretta fino all’80 per cento e della riassicurazione fino al 90 per cento, nonché la moratoria sui prestiti bancari fino a settembre 2020. “Condivido quanto evidenziato a livello nazionale: andrà dato particolare impulso all’erogazione di nuovo credito. E ciò non solo con il previsto supporto di Cassa Depositi e Prestiti alle banche, ma anche attraverso una rivisitazione in sede europea delle normative prudenziali in materia di capitale bancario. Non convince infine l’introduzione di un credito d’imposta sulle locazioni commerciali nella misura del 60%: è un provvedimento dalla portata modesta, visto che la sua applicazione è al momento limitata al solo mese di marzo 2020”. Poi Riva si sofferma quindi sul fronte occupazionale: “Apprezziamo la conferma dell’apertura a tutti degli strumenti di cassa integrazione e del fondo di integrazione salariale, ma ribadiamo la necessità di semplificazioni procedurali per la tempestività dell’accesso a tali strumenti e della loro attivazione. Altrimenti l’effetto positivo sarebbe attenuato”. Nell’ottica di un’attenzione in materia di adempimenti Confcommercio giudica infine positiva la proroga al prossimo 30 giugno dei termini per la presentazione della dichiarazione ambientale sui rifiuti prodotti (Mud).

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