L'INIZIATIVA

Confcommercio Lecco, Peccati: «Lecco deve essere la porta della Valtellina»

Fra Olimpiadi, numero di alberghi in crescita, nuovi progetti e servizi mancanti: «Dovremmo imparare da chi fa meglio»

Confcommercio Lecco, Peccati: «Lecco deve essere la porta della Valtellina»

Un 2025 che si è chiuso con un segno positivo per Confcommercio Lecco e uno sguardo naturalmente rivolto al 2026, tra innovazione, servizi da potenziare e grandi opportunità legate ai flussi turistici. Ne ha parlato Antonio Peccati, presidente di Confcommercio Lecco, tracciando un quadro articolato dello stato di salute del territorio.

Che bilancio ha tracciato Confcommercio Lecco per il 2025 e quali prospettive si aprono per il 2026?

Per la nostra associazione è sicuramente stato un anno positivo, caratterizzato dall’investimento importante su Palazzo Ghislanzoni. Il bilancio complessivo è positivo. Sul fronte dei settori il turismo è andato molto bene, il commercio, come spesso accade, ha mostrato un andamento a macchia di leopardo, in cui l’abbigliamento è maggiormente in difficoltà, mentre digital e telefonia sembrano non risentire di cali nei consumi. A livello generale chi ha saputo abbracciare nuove prospettive e nuovi modelli sta andando bene, chi è rimasto legato a schemi tradizionali fa più fatica. La chiave è l’innovazione: bisogna ragionare in maniera diversa, usare di più i social, proporre novità, creare occasioni. Chi evolve riesce a compensare le difficoltà e ad andare avanti.

I saldi stanno rispettando le aspettative dei commercianti o hanno risentito del cambiamento nelle abitudini di acquisto dei consumatori?

Stanno andando bene e allargando lo sguardo possiamo affermare che Luci su Lecco ha favorito l’arrivo di parecchie persone da fuori città. Di certo il traffico non aiuta, nonostante i lavori sulla viabilità siano molto importanti.

Come interpreta l’arrivo di nuovi alberghi in città? C’è il rischio di un’offerta ricettiva superiore alla domanda reale?

È un segnale assolutamente positivo perché le grandi catene alberghiere, prima di investire, fanno analisi e sondaggi molto approfonditi. Se arrivano a Lecco è perché hanno rilevato una crescita dei volumi turistici e anche di un turismo di livello, con una certa capacità di spesa. Gli alberghi permettono di ampliare l’offerta senza togliere abitazioni al mercato residenziale e senza aumentare il numero delle case vacanza. Si può dire che in un certo senso favoriscano la possibilità per giovani e famiglie di abitare in città.

Quali servizi mancano oggi a Lecco per rendere l’esperienza dei turisti più completa e competitiva?

La viabilità è un tema sempre centrale. Abbiamo chiesto e ottenuto l’apertura del Ponte Vecchio durante le festività: il Comune ci è venuto incontro, anche se si sarebbe potuto tenere aperto più a lungo. Togliendo il transito ciclabile sul Ponte Azzone Visconti sarebbe possibile aprire un doppio senso per auto e furgoni, vietando l’accesso ad autotreni e bus. Ma non solo: mancano taxi, soprattutto per collegamenti come Varenna e Bellagio, e il trasporto pubblico è carente. Dovremmo imparare da chi fa meglio, come Livigno, dove ci sono bus che circolano continuamente e permettono di salire e scendere in libertà: se vogliamo lasciare le auto nei parcheggi, servono navette efficienti. E ancora: manca un city bus dedicato, come esiste in tante altre città, così come un taxi boat o un battello che colleghi Abbadia, Mandello e Onno. Infine manca anche un collegamento diretto da Lecco agli aeroporti di Orio al Serio e a Malpensa.

Il tema della sicurezza è avvertito anche dai commercianti? E quanto incide sulla vivibilità del centro e sull’attrattività commerciale?

Con un afflusso turistico così importante, Lecco deve essere non solo bella e attrattiva, ma soprattutto sicura. Come Confcommercio abbiamo fatto suonare l’allarme già da un paio d’anni: i commercianti sono preoccupati per gli episodi di violenza. Sicurezza e decoro sono requisiti fondamentali per il commercio: senza questi elementi cresce la preoccupazione e diminuisce l’attrattività del centro.

In vista delle Olimpiadi, Lecco potrà beneficiare in termini di visibilità e incremento dei turisti stranieri o servirà un ulteriore salto di qualità nell’organizzazione dell’accoglienza?

Sono convinto che Lecco debba proporsi come la «porta della Valtellina», questa può essere un’idea vincente per i prossimi anni, da mettere in pratica subito, prima che ci arrivi qualche altra destinazione. Ora la nostra città beneficerà dei Giochi ma non deve perdere l’occasione di mettersi in vetrina: tanti verranno qui una volta terminate le Olimpiadi e presentarsi come il varco d’accesso per la Valtellina, con le nostre infinite proposte turistiche, sarebbe un bel biglietto da visita.

Quali novità ci sono in arrivo da parte della vostra associazione?

Continueremo a collaborare con il Politecnico e la Camera di Commercio e a proporre il filone Intelligenza Artificiale per le nostre imprese. Inoltre vogliamo aumentare i protocolli d’intesa con i Comuni. In parallelo proseguiremo nel sostenere i negozi di vicinato. La nostra associazione è costantemente al servizio di tutti i commercianti e delle attività associate: vogliamo far cogliere le opportunità che il mercato futuro offrirà.