L'INTERVISTA

Confartigianato Lecco, Riva: «Stabilità e visione per aiutare l’artigianato»

Il neo presidente analizza l’andamento delle aziende, esigenze e criticità. E sul rapporto con la past president Ilaria Bonacina: «Passaggio di consegne sereno, con lei c’è una condivisione d’intenti»

Confartigianato Lecco, Riva: «Stabilità e visione per aiutare l’artigianato»

Un quadro economico ancora complesso, le sfide del nuovo anno e le priorità per il mondo artigiano. Davide Riva, da poco insediatosi alla presidenza di Confartigianato Imprese Lecco, ha tracciato un bilancio del 2025 e delineato le prospettive per il 2026, soffermandosi anche sulle prime settimane nel nuovo ruolo e sulle strategie future dell’associazione.

Partiamo con un bilancio sulla situazione economica del 2025: che anno è stato per le imprese di Confartigianato?

«E’ stato senza dubbio un anno piuttosto difficile, anche se leggermente meno complicato del 2024. I mesi di ottobre e novembre hanno visto una certa stagnazione del mercato, con ordini bloccati; tuttavia un dicembre più brillante ha portato con sé qualche miglioramento. A livello generale posso affermare che non tutti hanno avuto la stessa tipologia di performance, ma il rallentamento percepito nel terzo trimestre si è sostanzialmente fermato, rimanendo stabile nella coda del 2025».

Quali sono le prospettive per il 2026?

«Il nuovo anno è ripartito sulla falsariga di dicembre 2025. L’andamento è a macchia di leopardo: ad impattare in modo negativo sono le incertezze a livello globale. Purtroppo oggi l’equilibrio è tanto precario che ogni uscita forte del potente di turno produce effetti a cascata anche sulla nostra economia. Servirebbe una maggiore e duratura stabilità, per regolarizzare gli ordini e migliorare la capacità di programmazione sulla base di prospettive più solide. In ogni caso non vedo una situazione in peggioramento: sono ottimista per natura e il fatto che a gennaio non ci sia stata una flessione rispetto alla chiusura dell’anno precedente è un segnale positivo».

Qual è il suo giudizio sulla Legge di Bilancio?

«Ha un’impostazione complessivamente responsabile, orientata al rigore e all’equilibrio dei conti pubblici, ma presenta qualche elemento di criticità per le micro e piccole imprese. Sono positivi la cancellazione dei limiti alla compensazione tra debiti contributivi e crediti fiscali, il rifinanziamento della Nuova Sabatini, il ritorno dell’iperammortamento, la rimodulazione dell’Irpef e le misure a sostegno della riqualificazione edilizia e delle Zes. Importante anche la correzione sulla contrattazione dell’artigianato, che evita di penalizzare le imprese virtuose. Restano però criticità su Transizione 5.0, con una copertura insufficiente dell’overbooking, e sulle misure che riducono la liquidità e aumentano i costi di produzione, come la ritenuta d’acconto tra imprese e l’aumento delle accise sul gasolio. In sintesi, una manovra con aspetti positivi ma anche qualche elemento migliorabile».

Veniamo a lei: come sta procedendo il passaggio di consegne con la past president Ilaria Bonacina?

«Non si tratta di dichiarazioni di facciata: il passaggio di consegne è stato assolutamente sereno. Con Ilaria c’è una condivisione d’intenti, per una transizione efficace e trasparente condotta fianco a fianco. Sono fortemente convinto di portare avanti il percorso da lei iniziato: non ritengo necessari stravolgimenti. Gli elementi positivi sono numerosi: sarebbe sciocco da parte mia interrompere il lavoro già iniziato, vorrebbe dire sprecare tempo. C’è ovviamente una visione diversa, ma entrambi vogliamo il bene dell’associazione, degli associati e della struttura».

Come sono state le prime settimane da presidente?

«E’ stato un periodo sicuramente impegnativo, come mi aspettavo. Dall’esterno può sembrare tutto facile, ma quando lo si vive in prima persona gli scenari cambiano. Questo non è un fattore negativo: significa scoprire sfumature e dettagli che non si conoscevano in precedenza. Fa parte del gioco, quando si sceglie di impegnarsi in una realtà così importante e articolata. Siamo una squadra di 90 addetti e ci sono tutte le migliori premesse per poter vincere questa sfida».

Come ha maturato l’idea di candidarsi presidente?

«L’idea si è concretizzata al culmine di un lungo percorso in associazione. Vivo Confartigianato Lecco da quando avevo 33 anni e ho maturato sufficiente esperienza in tutti gli ambiti del mondo associativo, anche a livello regionale e nazionale, conoscendo e potendomi confrontare con tante figure apicali. Tengo a sottolineare che questa non è una sfida che si affronta da soli: accanto a me c’è una squadra affiatata di persone che a loro volta hanno grande esperienza a tutti i livelli e di cui mi fido ciecamente. Siamo un gruppo di professionisti, presidenti di Zona e di Categoria, ma soprattutto amici: dobbiamo mettere insieme tutti gli ingranaggi per far rendere al meglio l’associazione».

Quali sono le sue idee per lo sviluppo dell’associazione che presiede?

«Di certo una forte attenzione alle Categorie, perché sono “la culla” dove i nostri artigiani devono sentirsi accolti e coccolati. In provincia ci sono oltre 7mila aziende artigiane e il nostro compito è avvicinarne il più possibile. In Confartigianato possono trovare opportunità di crescita e di relazione con professionisti qualificati, oltre che naturalmente un ricco ventaglio di servizi. Auspico poi un cambio di paradigma, per un’associazione sempre più aperta, ad esempio offrendo i nostri servizi anche a chi non è associato».

Ci sono nuovi progetti in fase di definizione per quest’anno?

«Sì, legati alla formazione ma anche al rafforzamento dei rapporti tra scuola, imprese e associazione. Serve capire le esigenze di ciascuno, per creare equilibrio tra le competenze costruite in classe e nei laboratori e quelle richieste dal tessuto economico. Decisivo anche il tema dell’orientamento, al quale abbiamo dedicato il progetto Aziende Aperte, vero ponte fra gli studenti e le realtà artigiane. Sono lontani i tempi dei lavoratori con le mani sporche di grasso: oggi abbiamo tantissime imprese all’avanguardia dal punto di vista dell’innovazione tecnologica. E’ fondamentale che le famiglie lo sappiano e le visite personalizzate in azienda, promosse con il nostro progetto, sono in grado di mostrare le opportunità offerte anche sul nostro territorio, dove abbiamo eccellenze che ci invidiano ovunque. Quella relativa alla forza lavoro è una problematica che investe le imprese di tutti i settori e di qualsiasi dimensione. Il dialogo tra mondo del lavoro e scuola sarà determinante per riuscire a colmare questa lacuna».

Chi è Davide Riva?

Presidente di Confartigianato Imprese Lecco dallo scorso 15 dicembre, Davide Riva è titolare dello Scatolificio Lariano di Valmadrera, fondato nel 1950 a Lecco dal nonno Francesco e sviluppato dal padre Angelo. Presidente della Categoria Grafici e Fotografi della territoriale dal 2015, vanta una lunga esperienza in seno a Confartigianato Lecco. Dopo aver fatto parte del Movimento Giovani Imprenditori, ha rivestito l’incarico di revisore dei conti, prima di essere eletto presidente della Zona 3 (2011) e di entrare nel Comitato di Presidenza come tesoriere e, successivamente, nelle vesti di vicepresidente vicario (dal 2015 al 2021). E’ presidente della Categoria Grafici di Confartigianato anche a livello regionale e nazionale. Sposato, con due figli (uno dei quali lavora con lui nell’azienda di famiglia), Davide Riva è appassionato di sport, in particolare di subacquea, tiro con l’arco e calcio.