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Commercianti, artigiani, parrucchieri, ambulanti lecchesi: “Fateci riaprire”

Raccolte 50mila firme contro il “nero” in zona rossa

Commercianti, artigiani, parrucchieri, ambulanti lecchesi: “Fateci riaprire”
Economia Meratese, 08 Aprile 2021 ore 08:56

Le categorie economiche lecchesi si stanno muovendo compatte per chiedere le riaperture.

Commercianti, artigiani, ambulanti lecchesi: “Fateci riaprire”

Ieri il Prefetto di Lecco ha incontrato una delegazione di Confesercenti che ha consegnato al dottor De Rosa un documento in più punti intitolato  “Portiamo le imprese fuori dalla pandemiamentre Fiva Confcommercio Lecco ha deciso di organizzare per sabato 10 aprile una manifestazione passiva nell’area del mercato di Lecco. L’obiettivo è di protestare per la grave situazione economica in cui versano gli ambulanti. Non solo ma sono state raccolte e consegnate quasi 50mila firme per far riaprire acconciatori e centri estetici nelle zone rosse, bloccare le attività abusive e garantire la sicurezza dei cittadini. Si tratta della  petizione on line lanciata il 31 marzo anche a Lecco grazie a Confartigianato imprese Lecco da Confartigianato, Casartigiani e Cna.

50mila firme contro il “nero” in zona rossa

I presidenti delle tre Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, della Salute Roberto Speranza, degli Affari Regionali e Autonomie Mariastella Gelmini nella quale ribadiscono la richiesta di consentire la riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica nelle zone rosse.

“Le imprese del settore – scrivono il Presidente di Confartigianato Marco Granelli, di Cna Daniele Vaccarino e di Casartigiani Giacomo Basso – hanno accolto con grande senso di responsabilità i rigorosi protocolli igienico-sanitari, rispondendo con diligenza e rigore alle indicazioni del Governo per evitare la diffusione del virus e hanno organizzato le attività su appuntamento in modo da non generare assembramenti. Non è un caso quindi che non vi siano state in questi mesi evidenze di contagi all’interno dei saloni e dei centri estetici, ove è stata sempre garantita la massima sicurezza per operatori e clienti”.

“La sospensione delle attività – sottolineano – oltre a creare un danno economico insostenibile per le imprese del settore, ha favorito la rischiosa ed ormai ingestibile proliferazione dell’offerta irregolare, incentivando di fatto l’erogazione di servizi a domicilio, in assenza dei più comuni requisiti igienico-sanitari dettati dalle normative di settore e delle misure anti-contagio previste per lo svolgimento di tali attività”.

“Chiediamo pertanto al Governo – è la richiesta di Confartigianato, Cna, Casartigiani – di intervenire con urgenza prevedendo la riapertura delle attività di acconciatura e di estetica nelle zone rosse per evitare il protrarsi della situazione di pericolo per i cittadini”.

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