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Caro energia e guerra in Ucraina, Roda: "Nessun calo negli ordini dell'acciaio"

Il presidente di Rodacciai a tutto campo sulle dinamiche del settore

Caro energia e guerra in Ucraina, Roda: "Nessun calo negli ordini dell'acciaio"
Economia Meratese, 26 Marzo 2022 ore 16:00

Le conseguenze sul mercato dell’acciaio del conflitto in Ucraina, l’andamento dei prezzi, sia nel mercato reale che in quello finanziario, le previsioni per il settore per i prossimi mesi, il caro energia da calmierare in una logica europea: sono stati, questi, alcuni degli argomenti affrontati da Gianluca Roda, presidente del Cda di Rodacciai e Olarra, Gruppo Rodasteel, durante il webinar odierno di Siderweb “Inox: le conseguenze del conflitto sul settore italiano”.

Caro energia e guerra in Ucraina, Roda: "Nessun calo negli ordini dell'acciaio"

«Il raddoppio dei prezzi registrato negli ultimi mesi - ha affermato Roda - è dovuto all’elevato livello dei consumi verificatosi dopo la pandemia. L’unico mercato che è venuto a mancare è stato l’automotive, a causa della mancanza di semiconduttori, e in parte l’oil & gas. Quando il primo si stava riprendendo è subentrato il conflitto russo-ucraino e questo ha di nuovo scompigliato le carte. Certo le dinamiche attuali sono molto complesse ma con ormai un mese di guerra alle spalle, dai clienti non è ancora arrivata una richiesta di cancellazione degli ordini».

Secondo Gianluca Roda, dunque, la parola d’ordine è “lucidità” e imperativo è non farsi prendere dal panico. «Il problema più grosso che abbiamo oggi è il rottame che non arriva dalla Russia. Per quanto riguarda i prezzi, occorre attendere che si fermino e comincino a scendere, ma ribadisco che occorre operare una distinzione tra l’economia reale e il mercato finanziario: sono la domanda e l’offerta che devono determinare i valori di acquisto e vendita. Il punto di rottura? I prezzi cominceranno a scendere quando cambierà il consumo».

Sul caro energia, che così tanto sta mettendo in difficoltà le aziende, Roda auspica un impegno attivo da parte dell’Unione europea, che possa svolgere il ruolo di soggetto calmierante mettendo tutti in condizioni di operare alle stesse condizioni. E per quanto riguarda il 2022, quali prospettive? «Il 2021 è stato il miglior anno di sempre e devo dire che anche il 2022 cavalca un trend positivo. Per quanto riguarda Rodacciai, anche se abbiamo diversi scenari pronti nel cassetto, per ora non è stato necessario modificare la nostra strategia”, ha concluso Roda.

 

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