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Mummia in Duomo: il corpo sottoposto all'autopsia

La salma di Estorre Visconti, morto nel 1413 è stata sottoposta agli esami di laboratorio

Mummia in Duomo: il corpo sottoposto all'autopsia
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C'è una mummia a "controllare" chi entra e chi esce dal Duomo di Monza. Ma in pochi conoscono la sua storia. Ce la raccontano i colleghi di Prima Monza.

La Mummia del Visconti

Dopo l’autopsia sulla reliquia di San Gerardo, gli specialisti stanno ora effettuando analisi sulle spoglie di Estorre Visconti, la cui mummia rappresenta uno fra i tesori più curiosi e meglio celati del Duomo, custodito da più di tre secoli entro una nicchia del chiostrino "dei morti" adiacente all’ingresso del Museo, oggi riconvertito a lapidario.

Nascosto alla vista dei più sensibili di stomaco e noto unicamente ad una manciata di cultori di storia locale, Estorre Visconti (1346-1413) fu un personaggio della nobile famiglia milanese, ma sconosciuto ai più. Figlio illegittimo di Bernabò, di lui si ricordano il carattere bellicoso e lo stretto legame con il borgo di Monza.

Nella sua difficoltosa scalata al potere, progettò di impadronirsi della corona ducale tra mille difficoltà. Imprigionato nel terribile castello della nostra città (dove oggi si trova la Rinascente), in seguito liberatosi e divenutone signore, trovò infine la morte durante l’assedio montato da Filippo Maria Visconti: un colpo di spingarda lo ferì gravemente ad una gamba mentre abbeverava il cavallo nel cortile del castello, senza lasciargli possibilità di scampo. Si spense dopo tre giorni di sofferenze, il giorno 7 febbraio.

Ha dunque inizio il secondo capitolo di questa romanzesca avventura: il cadavere fu sepolto in pompa magna all’interno della basilica e ritrovato soltanto a fine Seicento in perfetto stato di mummificazione naturale. Fatto assolutamente anomalo, in verità. Da lì fu tratto in chiostrino e collocato in posizione eretta. Come un antico nume tutelare che sorvegli i visitatori dall’alto dei suoi secoli.

Le analisi sulla mummia

Di questa mummia potremo ben presto sapere molto di più. Da alcuni mesi, infatti, la nicchia che la ospita è desolatamente vuota. Il motivo è presto detto: i resti si trovano oggi in fase di studio a cura di un laboratorio specializzato. Le analisi potranno così implementare il bagaglio di dati in nostro possesso intorno al personaggio, confermando le fonti storiche e puntualizzandone il complesso identikit biografico, similmente a quanto avvenuto in tempi recenti per le spoglie di San Gerardo dei Tintori, fondatore nel 1174 del celebre ospedale dei poveri. Numerosi gli interrogativi in attesa di risposte. A maggior ragione per un personaggio storico balzato tutto sommato in misura minore agli onori della cronaca, ma connesso inestricabilmente alla storia di Monza.

L’equipe di laboratorio non sta operando in solitaria: il progetto prevede naturalmente la collaborazione della Fondazione Gaiani che da quasi due decadi conserva, valorizza e tutela l’inestimabile patrimonio storico-artistico della basilica. Quello che è in corso è dunque uno studio di fattibilità circa la ricollocazione dei resti di Estorre, non appena saranno ritornati a casa. Il che comporterà inevitabilmente la dismissione della nicchia, destinata a perdere dopo molto tempo un ospite di sangue tanto blu.

Una nuova "casa" per Estorre Visconti

Si sta infatti valutando di riservare alla mummia uno spazio ad hoc all’interno del museo ipogeo, senza intervenire radicalmente sulle architetture e sull’attuale allestimento. Un’integrazione, più che un’intromissione. Sebbene tempistiche e modalità siano ancora oggetto di dibattito sul tavolo dei lavori. L’ambiente deputato dovrebbe essere quello riservato alle terrecotte provenienti dalla chiesa di San Pietro Martire. Secoli di postura verticale suggeriscono ora per la mummia una ricollocazione in posizione supina, onde evitare ulteriore stress agli arti già martoriati. Al suo fianco potrebbe figurare la spada esposta in museo, rinvenuta secondo la tradizione insieme al cadavere. Completeranno l’opera una serie di indispensabili sussidi didattici, a beneficio di tutti coloro che vorranno saperne di più. Una sezione riservata, quasi a sé stante.

Nel rispetto delle sensibilità dei futuri visitatori, che potranno scegliere o meno di accedervi in totale consapevolezza. Ma nel rispetto anche della dignità dei resti di Estorre, spoglie mortali prima ancora che pezzi da museo.

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