Intervistato dal Giornale di Merate

Zangrillo: “Una seconda ondata del virus? Ipotesi assurda”

Il professore di Missaglia ha parlato a ruota libera del post emergenza.

Zangrillo: “Una seconda ondata del virus? Ipotesi assurda”
Casatese, 01 Luglio 2020 ore 10:07

La seconda ondata del contagio da Coronavirus è assurda, irrealistica. E pur credendo nell’importanza del vaccino è necessario vivere senza aspettarlo, altrimenti «ci facciamo male». Parola del professore missagliese Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele di Milano, che il Giornale di Merate ha intervistato sabato in occasione della consegna del premio Arte e Cultura in Villa Sormani a Missaglia.

Intervista ad Alberto Zangrillo

«Confermo che il quadro è ottimistico. Il quadro, sulla base dei numeri che derivano dalla clinica, è quello che tutti possono leggere. Bisogna fare molta attenzione, come ho già avuto modo di ribadire, perché comunque il numero dei contagiati fortunatamente non equivale al numero dei malati. Si tratta di due cose completamente diverse».
Sentiamo continuamente parlare di una ipotetica seconda ondata. E’ una possibilità?
«Per me è un’ipotesi assurda e totalmente irresponsabile, perché ipotizza uno scenario irrealistico, soprattutto perché se, nell’ipotesi peggiore, il virus dovesse presentarsi con le stesse caratteristiche di qualche mese fa abbiamo le armi per fronteggiarlo. Per cui ipotizzare un quadro quale quello di un secolo fa, con tutto quello che ne consegue, è veramente irresponsabile e dovrebbe fare pensare chi ne è autore».
Quando potremo toglierci le mascherine?
«Non sono io, come immagina, che devo promulgare le regole del gioco. Però credo che se si possa arrivare ad un’ipotesi di mantenere le mascherine solo in particolari situazioni, per esempio all’interno di un locale, dove per forza di cose c’è un affollamento e viene istintivo proteggerci e proteggere gli altri, allora questa sarebbe una misura di buon senso. In realtà mettere la mascherina per i calciatori che siedono in panchina o da soli mentre si guida la macchina o all’aperto con le evidenze cliniche di cui disponiamo sta diventando sempre più insostenibile».

L’intervista integrale al professor Zangrillo sul Giornale di Merate disponibile in edicola e al supermercato questa settimana (QUI in edizione digitale sfogliabile).

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