Tragedia di Margno

Veglia per i gemellini uccisi dal papà, Don Bruno Maggioni: “Dio perdona quel padre”

In modo ordinato, silenzioso, composto, i margensi, tra i quali anche gli amici di vecchia data dei nonni dei due gemelli, da 40 anni villeggianti in Alta Valle, hanno raggiunto la località Bagnala, dove si trova la chiesetta dedicata a Santa Caterina.

Valsassina, 01 Luglio 2020 ore 23:53

Un momento di raccoglimento con il pensiero  fisso al volto di quei due angeli, così li ha chiamati don Bruno Maggioni, volati in cielo troppo presto e in modo atroce. Uccisi dalle mani del proprio padre che li ha strangolati, così ha stabilito l’autopsia, prima di decidere di “raggiungerli” togliendosi la vita con un volo dal ponte della Vittoria. Nella serata di mercoledì 1 luglio la comunità di Margno ha voluto tributare un momento di omaggio e preghiera a quei due bimbi, Elena e Diego Bressi dopo la tragedia che ha sconvolto il paesino della Valsassina e l’Italia intera. Don Bruno ha pregato per mamma Daniela, per i nonni e  ha rivolto il proprio pensiero anche a papà Mario Bressi, chiedendo a Dio di perdonarlo.

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In modo ordinato, silenzioso, composto, i margensi, tra i quali anche gli amici di vecchia data dei nonni dei due gemelli, da 40 anni villeggianti in Alta Valle, hanno raggiunto la località Bagnala, dove si trova la chiesetta dedicata a Santa Caterina. Lì, nello spiazzo immerso nel verde davanti al piccolo santuario montano, il sacerdote, che già sabato appena avuta notizia del duplice figlicidio si era precipitato sul posto per dare il proprio conforto alla madre di Elena e Diego, ha celebrato la funzione religiosa.

Veglia per i gemellini uccisi dal papà, Don Bruno: “Dio perdona quel padre”

In modo ordinato, silenzioso, composto, i margensi, tra i quali anche gli amici di vecchia data dei nonni dei due gemelli, da 40 anni villeggianti in Alta Valle, hanno raggiunto la località Bagnala, dove si trova la chiesetta dedicata a Santa Caterina. Lì, nello spiazzo immerso nel verde davanti al piccolo santuario montano, il sacerdote, che già sabato appena avuta notizia del duplice figlicidio si era precipitato sul posto per dare il proprio conforto alla madre di Elena e Diego, ha celebrato la funzione religiosa.

Il dolore di Mamma Daniela

Commosso fino alle lacrime, che hanno anche rigato il volto di diversi presenti, don Bruno ha ricordato  proprio le terrificanti parole di mamma Daniela. “Non si svegliano, non si svegliano”. Uno strazio infinito per una donna che ha visto la sua vita spezzata in un istante. Di più, ha vissuto l’orrore di un annuncio assurdo “Non rivedrai più i ragazzi” inviato dall’uomo che aveva amato e dal quale si stava da poco separando, e poi, dopo un viaggio dell’orrore dal Milanese alla Valsassina,  ha trovato i corpi senza vita dei due bambini.

 

“Facciamoci illuminare davvero dal Signore”

E pensando proprio a mamma Daniela don Bruno, ha citato il brano evangelico della morte del figlio della vedova di Nain, risorto quando il figlio di Dio ha toccato la sua bara. “Oh Signore perchè non hai dato anche a noi tuoi ministri questo potere – ha detto commosso don Bruno – ci hai dato solo la possibilità di portare la croce e la sofferenza. Quando la gente ci chiede, ci cerca, ci vuole, noi dobbiamo fermarci con loro a condividere la croce. Tu Gesù invece hai toccato quella bara, hai visto quel figlioletto e gli hai detto Alzati e lui ha ripreso a vivere. Mamma Daniela avrebbe voluto che i suoi figlioletti si destassero e  ricominciassero a parlare. Ma Gesù un miracolo in qualche modo lo ha fatto, un miracolo siamo noi qui questa sera. Oggi pensavo alla pioggia, al temporale, all’impossibilità di trovarci qui e invece siamo arrivati e stiamo vivendo minuti unici che ci scaldano il cuore, che ci toccano, che fanno vibrare le nostre viscere per la compassione e il dolore ma anche per la forza che arriva dalla fede. Non perdiamoci d’animo facciamoci illuminare davvero dal Signore”

Il canto “Signore delle Cime”

 

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