Cronaca
Montevecchia

Un'artista inglese spiega il Coronavirus ai suoi connazionali

Peggy Johnson è stata intervistata da diversi mezzi d'informazioni britanniche.

Un'artista inglese spiega il Coronavirus ai suoi connazionali
Cronaca Meratese, 19 Aprile 2020 ore 09:00

Ha portato in alto il nome di Montevecchia e ha raccontato ai suoi connazionali come l’Italia sta gestendo l’emergenza Coronavirus.
La speaker radiofonica e scrittrice di testi musicali Peggy Johnson nelle scorse settimane è stata infatti intervistata da diverse trasmissioni e testate giornalistiche inglesi, dalla Bbc al Telegraph, passando per il Bolton News e Tower Fm, e ha avuto occasione di spiegare agli inglesi i rischi reali della pandemia.

Un'artista inglese trapiantata a Montevecchia spiega il Coronavirus ai suoi connazionali

«L’Inghilterra è indietro di circa due settimane rispetto a noi per quanto riguarda la diffusione del Coronavirus. Ho voluto portare la mia testimonianza per illustrare cosa si sta facendo in Italia così che il mio Paese d’origine possa prendere spunto dalle tante scelte sagge e anche dagli errori che sono stati commessi. L’Italia è stato il primo Stato in Europa a dover affrontare il virus e le altre nazioni dovrebbero prendere esempio - spiega Peggy Johnson - Non pensavo che gli italiani sarebbero stati così attenti nel rispettare le restrizioni, in Inghilterra purtroppo non hanno ancora capito cos’è davvero l’isolamento».
Trasferitasi in Italia per insegnare inglese ormai più di trent’anni fa, prima a Merate e poi a Montevecchia, Peggy Johnson non ha esitato ad avvisare per tempo amici e parenti di quanto stava accadendo in Italia: «Ho familiari e amici in Gran Bretagna, soprattutto a Bolton, vicino a Manchester, dove sono nata. Li ho avvisati riguardo alle restrizioni, all’uso di guanti e mascherine e ancora adesso mi ringraziano. Noi inglesi siamo abituati a mantenere la calma, ad avere il sangue freddo e per questo fino a due settimane fa il Governo non si era ancora mosso e tutti tendevano a minimizzare e a continuare a condurre la vita di sempre».

L'intervista all'emittente radio della Bbc

Durante la sua intervista al programma “Weekend”, fra i più seguiti dell’emittente radio della Bbc, Peggy Johnson ha raccontato anche gli aspetti più drammatici della pandemia che sta colpendo in particolare la Lombardia: «Il paese dove vivo non è molto lontano da Bergamo, la città più colpita dal Coronavirus. Lì le bare vengono stipate nelle chiese e poi arrivano i mezzi militari a portarle via, gli anziani muoiono senza poter avere vicino i propri familiari e non è nemmeno possibile celebrare i funerali - ha spiegato in inglese al cronista - La compagna di mio figlio è un’infermiera pediatrica, non lavora a contatto diretto con chi ha contratto il Covid, ma le colleghe le spiegano quello che sta accadendo e in ospedale è molto dura».

"A Montevecchia mi sento protetta"

A Montevecchia, però, l’artista inglese riesce a gestire la propria quotidianità in maniera tutto sommato serena. «Credo che non ci sia posto migliore per trascorrere questo momento, io qui mi sento tutelata. A parte la bellezza dei luoghi e lo splendido santuario che vedo dalla mia finestra, qui è tutto più semplice perché ci sono delle persone fantastiche - sottolinea - Il sindaco Franco Carminati è sempre attivo e disponibile, si è fatto venire molte idee utili come quella della consegna della spesa dai negozi e dagli agriturismi. Inoltre è sempre in contatto con la cittadinanza tramite Whatsapp e le dirette su Facebook; questo ci permette di essere informati e di non sentirci messi da parte. Poi c’è molta unione e solidarietà tra la gente e si nota soprattutto in un momento difficile come questo».
Sfruttando il tempo libero di questa reclusione forzata che ha portato anche all’interruzione temporanea del suo programma radiofonico «Beyond London» su London One Radio, Peggy Johnson ha deciso di condividere sulla sua pagina Facebook delle videolezioni in inglese. «Con questo tempo libero magari qualcuno può esercitarsi», scherza l’insegnante inglese ma ormai montevecchina d’adozione.

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