Cronaca
Giudice di pace

Ragazzina gravemente ferita sui "calcinculo", giostraio a giudizio

E' successo a Brivio, la giovane risiede ad Airuno

Ragazzina gravemente ferita sui "calcinculo", giostraio a giudizio
Cronaca Meratese, 22 Gennaio 2023 ore 08:45

E' finito a giudizio a distanza di quasi cinque anni, anche se il processo è stato rinviato perché le parti sarebbero giunte a un accordo di risarcimento economico e dunque la vicenda è destinata a chiudersi bonariamente.

Nei giorni scorsi davanti al giudice di pace penale di Lecco Guido Alberto Bagalà è comparso un giostraio di 50 anni, residente ad Almenno San Bartolomeo (Bg), ritenuto responsabile delle gravi ferite riportate da un’adolescente di Airuno.

Adolescente ferita sui "calcinculo"

I fatti risalgono al 20 settembre 2018 e sono avvenuti al luna park della festa di Brivio.

Stando alla ricostruzione dell’accaduto, il titolare della giostra dei cosiddetti «calcinculo», avrebbe commesso la grave leggerezza di impilare alcuni seggiolini gli uni dentro gli altri, senza però fermarli con un moschettone.

Alcune ragazzine sono salite sulla giostra, ma quando le catene hanno iniziato a girare, la forza centrifuga ha «lanciato» un seggiolino di metallo contro il volto dell’adolescente di Airuno, che all’epoca dei fatti aveva 15 anni. Gravi le lesioni riportate: trauma cranico-facciale, frattura del seno mascellare e del pavimento orbitario dell’occhio, con prognosi di 30 giorni, con ricovero in ospedale a Merate con successivo trasferimento al Sant’Anna di Como per un delicato intervento chirurgico per ridurre le fratture.

Il giostraio, denunciato dalla mamma della ragazzina ferita ai Carabinieri subito dopo l’accaduto, è stato citato in giudizio nell’estate del 2021 per la sua condotta colposa. La vicenda è dunque approdata dal giudice di pace che, come riferito dall’avvocato Elena Ammannato di Lecco, difensore d’ufficio del 50enne bergamasco, ha rinviato l’udienza alla prossima primavera perché le parti in causa nel frattempo sarebbero giunte a un accordo per il risarcimento dei danni subiti dalla ragazza, all’epoca dei fatti minorenne, oggi ventenne.

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