Carenze strutturali

Ponte di Paderno, chiuso: allarme già nel 2015

"Problemi dovuti alla perdita di resistenza, che rendono necessari degli interventi di rinforzo strutturale".

Ponte di Paderno, chiuso: allarme già nel 2015
Meratese, 04 Ottobre 2018 ore 11:50

Ponte di Paderno, la perizia che lanciava l’allarme del pericolo del ponte risale al marzo 2015.

Ponte di Paderno, dal 2015 un allarme inascoltato

Ponte di Paderno
Lo studio realizzato dagli ingegneri nel 2015

Perchè nessuno aveva mai pensato di mettere mano al ponte San Michele?

L’allarme a seguito delle perizie di sicurezza sul ponte è datato marzo 2015. Era stata commissionata da Rfi alla società “Its Engineering Company”; già allora si parlava già di “carenze strutturali dovute alla perdita di resistenza, che rendono necessari degli interventi di rinforzo strutturale”.

Si è poi arrivati al provvedimento di chiusura nel giro di una sera, individuando peraltro come primo intervento quello della sabbiatura delle strutture, e non invece gli “interventi di rinforzo”.

Interventi suggeriti dallo studio di ingegneria che ha passato al setaccio ogni vite della struttura.

Bocche tutte cucite

Sono domande che si pongono in tanti, ma che non trovano risposta. Bocche cucite nello studio di ingegneria di Pieve di Soligo, provincia di Treviso, che ha portato a termine l’indagine nel 2015 e che pare abbia svolto un nuovo sopralluogo proprio pochi giorni prima della chiusura.

Relazioni degli ingegneri

Parlano però le carte. Proprio la “Its Engineering Company” ha dato alle stampe un instant book contenente la relazione iniziata il 30 marzo 2015 sul ponte tra Paderno e Calusco. Una relazione corredata da immagini, grafici e statistiche di facile fruizione anche ai non addetti ai lavori. Otto le fasi dell’indagine, che ha portato alla definizione dei dati di vulnerabilità.

Gli ingegneri strutturisti, per settimane, si sono issati lungo le sette pile del ponte sull’Adda giungendo a conclusioni che non lasciano spazio a interpretazioni.

Dal punto di vista sismico il ponte San Michele non corre alcun rischio. Diverso l’esito dal punto di vista statico. Le strutture presentavano, già all’epoca, “problemi alle controventature di piano dell’arco, della trave reticolare e della base delle pile”. Impietosi i dati delle valutazioni di vulnerabilità. La relazione degli ingegneri veneti consigliava infatti il ripristino di tutti gli elementi deteriorati a causa del ristagno d’acqua e il prolungamento della lastra del piano stradale.

Carenze strutturali, necessari rinforzi strutturali

Di seguito le considerazioni globali:

“E’ evidente come le carenze strutturali dovute alla perdita di resistenza rendano necessari degli interventi di rinforzo strutturale. Si può affermare che, con un restauro delle parti più degradate e l’integrazione delle resistenze mancanti possa far avvicinare l’indice di rischio al valore unitario con tutti i carichi previsti da normativa”.

Atteso Toninelli, sono necessarie misure concrete

Ora si attende l’incontro dei parlamentari d Lecco e Bergamo col ministro Danilo Toninelli siccome da allora nulla è stato fatto e occorre, perciò, fare il punto della situazione e mettere in campo azioni concrete che possano andare incontro alle esigenze di pendolari e studenti e, più in generale, di tutte le persone che hanno la necessità di attraversare il fiume Adda.

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