Una paura collettiva, profonda, a tratti irrazionale alimentata da centinaia di messaggi rimbalzati da un telefonino all’altro, per tutta la notte, tra gli studenti lecchesi e le loro famiglie. Un’ondata di allarmismo che, nella mattinata di oggi, martedì 20 ottobre 2026, ha spinto diversi genitori a lasciare i figli a casa, rinunciando a mandarli a scuola a Lecco per timore di possibili episodi di violenza.
Paura a Lecco, studenti a casa per i messaggi choc. Pasquini: «Non credere alle fake news»
A diffondersi sono stati messaggi dai contenuti inquietanti, con espressioni di odio e riferimenti a presunte aggressioni, in particolare ai danni delle studentesse. Comunicazioni che hanno contribuito a creare un clima di forte tensione in città, legato alla voce di una manifestazione annunciata per il pomeriggio in piazza XX Settembre, attribuita a gruppi di cosiddetti «maranza» (ma per altri gli organizzatori sono gruppi di es trema destra, per altri ancora di estrema sinistra a testimonianza della confusione che sta regnando). Un appuntamento che si inserisce nel clima di preoccupazione seguito ai disordini verificatisi nel fine settimana a Milano, durante alcune manifestazioni.
Il quadro è reso ancora più delicato dalla circolazione di notizie non verificate, screenshot e messaggi che, attraverso i social network e le chat private, hanno raggiunto un numero elevato di famiglie, alimentando timori e incertezze.
A intervenire è stato anche Antonio Pasquini, consigliere provinciale con delega all’Istruzione, che ha invitato i cittadini a mantenere la calma e a verificare l’attendibilità delle informazioni prima di condividerle. «In queste ore circolano sui social notizie e messaggi che rischiano di alimentare paura e allarmismo. Verifichiamo sempre le fonti. Non facciamoci condizionare la vita da quattro delinquenti che rappresentano una minoranza. Lecco e la sua provincia sono fatte di persone che lavorano, studenti che si impegnano ogni giorno, famiglie e cittadini che vogliono vivere serenamente la propria città. In vista della presunta manifestazione dei ‘maranza’ annunciata per domani alle 16.00 ricordiamoci che le Forze dell’Ordine e le istituzioni ci sono e sono al servizio della comunità per tutelare la sicurezza, la legalità e i cittadini. A loro va il pieno sostegno. Non lasciamo che la paura e le provocazioni prevalgano sul diritto di vivere serenamente la nostra quotidianità. Di andare a lavorare, studiare etc. etc. in tranquillità. Una minoranza di teppisti non può dettare le regole alla maggioranza. Informiamoci attraverso fonti attendibili e non permettiamo alle fake news di condizionare le nostre giornate».
Parole che hanno raccolto anche le reazioni di diversi genitori, alcuni dei quali hanno raccontato la decisione di non mandare i figli a scuola proprio per la paura provocata dai messaggi ricevuti durante la serata di ieri.
«Mia figlia oggi non va a scuola. Io, da adulto, non mi farei condizionare da certe cose, ma non posso chiedere ad una quattordicenne terrorizzata dalla valanga di messaggi circolari ieri sera di fare altrettanto», ha scritto un genitore.
Un’altra testimonianza racconta una scelta analoga: «Stamattina le mie figlie, che vanno a scuola a Lecco, per sicurezza le tengo a casa. Ieri sera, al cellulare della grande, sono arrivati messaggi preoccupanti… vedremo oggi che succede. Anche perché le forze dell’ordine non possono arrivare dappertutto».
E c’è chi, pur senza avere più figli in età scolare, comprende le preoccupazioni delle famiglie: «Se mia figlia fosse ancora alle superiori la terrei a casa e capisco i genitori preoccupati e che hanno deciso di farlo».

Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza
Intanto, nella giornata di ieri si è riunito il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Al termine dell’incontro, la Prefettura ha comunicato la decisione di «predisporre un attento monitoraggio sul territorio lecchese a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica».
La nota non specifica ulteriori provvedimenti operativi, ma conferma l’attenzione delle autorità rispetto al quadro emerso a livello nazionale e alle possibili ripercussioni sul territorio lecchese.
Resta dunque alta l’attenzione sulla giornata di oggi, mentre l’invito delle istituzioni è a non alimentare l’allarmismo e a fare riferimento a informazioni attendibili. In una città in cui, al di là delle voci che circolano in rete, la preoccupazione più immediata è quella delle famiglie, chiamate a decidere se mandare o meno i propri figli a scuola sulla base di messaggi il cui contenuto e la cui attendibilità devono essere verificati.