Svolta nelle indagini

Omicidio Olginate: il presunto assassino si è costituito. Ora è in carcere

Stefano Valsecchi di Calolziocorte, si è consegnato ai Carabinieri del Nucleo Investigativo, accompagnato dal proprio legale di fiducia, l'avvocato Marcello Perillo.

Omicidio Olginate: il presunto assassino si è costituito. Ora è in carcere
Lecco e dintorni, 21 Settembre 2020 ore 17:18

Omicidio Olginate: il presunto assassino si è costituito. Ora è in carcere.

Le intense e incessanti indagini dei Carabinieri lecchesi sull’omicidio di Olginate sono  giunte a una svolta: il principale sospettato della sparatoria avvenuta in pieno giorno a Santa Maria, un fatto di sangue dall’esito fatale, si è consegnato oggi, lunedì 21 settembre 2020, ai Carabinieri.

Omicidio Olginate: il presunto assassino si è costituito

Omicidio Olginate: Valsecchi è in carcere

E’ arrivata la tanto attesa svolta nelle indagini per l’omicidio di Salvatore De Fazio. Oggi  il presunto omicida, Stefano Valsecchi di Calolziocorte, si è consegnato ai Carabinieri del Nucleo Investigativo, accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Marcello Perillo. Il legale dell’uomo ha lasciato il Comando provinciale dell’arma dei Carabinieri a Lecco circa mezz’ora fa. Potrebbe essere stato proprio l’avvocato a convincerlo a consegnarsi alle forze dell’ordine. Intanto Valsecchi, che è stato tratto in arresto in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal GIP del Tribunale di Lecco, è stato trasferito in carcere a Pescarenico.

 

Omicidio Olginate: il legale la Comando Provinciale

Sabato pomeriggio erano stati celebrati i funerali di De Fazio, ucciso con sei colpi di pistola il 13 settembre.ì Il giorno prima i militari avevano effettuato un maxi blitz a Calolzio. Ma dell’omicida ancora non c’era traccia sebbene tra le forze dell’ordine circolasse l’ipotesi che Valsecchi non si fosse allontanato di molto dal proprio territorio.

Il 13 settembre l’omicidio

Il fatto di sangue che ha sconvolto la nostra provincia risale al 13 settembre. Nel primo pomeriggio di quel giorno Salvatore De Fazio, 47 anni, originario della provincia di Catanzaro, padre di tre figli, era morto prima dell’arrivo all’ospedale Manzoni di Lecco, dove era stato trasportato a sirene spiegate. Ferito nella sparatoria il fratello della vittima, Alfredo De Fazio, anche lui raggiunto da uno sparo e poi ricoverato in gravi  condizioni all’ospedale di Varese.

 

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