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Covid ed economia

Nel primo trimestre del 2021 quasi 9000 lecchesi in cassa integrazione

Monteduro: "Ancora una volta, si ribadisce la necessità di prolungare il divieto dei licenziamenti e la cassa integrazione COVID-19 per tutta la fase dell’emergenza pandemica"

Nel primo trimestre del 2021 quasi 9000 lecchesi in cassa integrazione
Cronaca Meratese, 24 Aprile 2021 ore 15:21

Un nuovo effetto tsunami dell’emergenza pandemica si è fatto sentire  pesantemente su imprese e lavoratori e lavoratrici”. Non è certo una situazione facile quella descritta da Salvatore Monteduro, segretario Generale CST UIL del Lario sul fronte cassa integrazione nelle province di Lecco e Como .

Nel primo trimestre del 2021 quasi 9000 lecchesi in cassa integrazione

Il 3° rapporto UIL del Lario sulla cassa integrazione  nei due territori lariani gennaio-marzo 2021 infatti   mostra una nuova esplosione della richiesta di cassa integrazione nelle due province , evidente in modo particolare nel mese di marzo rispetto a febbraio 2021 e ancora di più con marzo 2020.

L’analisi dei dati del primo trimestre 2021 confrontati con lo stesso periodo del 2020 mostrala crescita della richiesta di ore di cassa integrazione nelle due province

Aumenta in tutti i settori ed in entrambe le province, nel periodo gennaio-marzo 2021 rispetto allo stesso periodo 2020, la richiesta della cassa integrazione. C’è da evidenziare che per quanto riguarda l’artigianato e il commercio mancano i dati relativi alle ore del FIS (Fondo d’Integrazione Salariale) e del fsba (Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato)


A Lecco nel primo trimestre 2021  risultano in cassa integrazione  8.828 lavoratori  (+7.304 rispetto allo stesso periodo 2020) e a Como 19.195 (+16.240).

“Serve prolungare il blocco dei licenziamenti”

“Ancora una volta, si ribadisce la necessità di prolungare il divieto dei licenziamenti e la cassa integrazione COVID-19 per tutta la fase dell’emergenza pandemica – sottolinea il segretario – La risoluzione dell’emergenza sanitaria è la priorità, sia per evitare nuove sofferenze a tante famiglie sia per uscire definitivamente dalla crisi economica, bisogna fare in fretta per riaprire tutte le attività in modo continuativo ed evitare nuovi lockdown. Importante il ruolo che sta giocando la cassa in deroga (una media di oltre 6.416 lavoratori/lavoratrici coperti da tale istituto nel primo trimestre 2021 nelle due province), uno strumento che copre una platea di lavoratori/lavoratrici per i quali non è previsto un ammortizzatore ordinario, ai quali bisognerà dare una risposta strutturale attraverso la riforma degli ammortizzatori sociali in discussione a livello nazionale tra Governo e Parti Sociali. A fianco  agli ammortizzatori sociali poi si deve procedere velocemente alla concretizzazione dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per rilanciare la ripresa economica e per ammodernare e rendere più competitivo e sostenibile il paese”.

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