Festa patronale

Merate celebra Sant’Ambrogio: “Siamo tutti sulla stessa barca in mezzo alla tempesta” LE FOTO

Niente fiera, civica benemerenza consegnata solo simbolicamente, ma le autorità civili e militari non hanno mancato la messa celebrata da don Luigi Peraboni.

Merate celebra Sant’Ambrogio: “Siamo tutti sulla stessa barca in mezzo alla tempesta” LE FOTO
Cronaca Meratese, 07 Dicembre 2020 ore 14:39

Si è riunita sulla barca di Gesù – la sua chiesa – per affrontare la tempesta unita nella fede e forte della certezza che Gesù è come il buon pastore: ama le sue pecore, non le abbandona e per loro dà la vita. La comunità di Merate si è raccolta questa mattina, lunedì 7 dicembre 2020, attorno all’altare della prepositurale in occasione della festività di Sant’Ambrogio, patrono della chiesa parrocchiale e della città. Partecipata come sempre l’Eucarestia, nonostante le misure di distanziamento sociale imposte dall’emergenza sanitaria.

La messa di Sant’Ambrogio

«Ho trovato una similitudine tra il tempo che stiamo vivendo, quello della pandemia, e le pagine della liturgia», ha detto il prevosto don Luigi Peraboni nell’omelia e poi a conclusione della messa alla quale hanno presso parte le autorità civili e militari (il sindaco Massimo Panzeri, il luogotenente Edonio Pecoraro, comandante della Stazione dei Carabinieri e Davide Mondella, comandante della Polizia locale di Merate) e i rappresentanti degli Alpini, della Protezione civile e delle associazioni di volontariato meratesi insieme agli ex primi cittadini di Merate Dario Perego, Giovanni Battista Albani e Andrea Massironi.

“Ci troviamo sulla stessa barca”

«Ci troviamo tutti sulla stessa barca in mezzo alla tempesta del Covid. Anche nel Vangelo si racconta che i discepoli vennero sorpresi da una burrasca mentre si trovavano in mare con Gesù – ha esordito don Luigi che ha concelebrato la messa solo con don Luca Rognone e don Arivu Mariappan – Ebbene, nella tempesta della vita è la fede a fornire una rotta sicura, ma non una fede qualsiasi» ha tenuto a sottolineare don Luigi. La fede che conduce in porto è quella del navigatore che si avventura nel mare inesplorato con lo sguardo teso all’orizzonte e il cuore colmo di desideri e di sogni.

Le parole di papa Francesco e monsignor Delpini

«Una fede che genera sapienza di vita e sa offrire segni di conciliazione di cui c’è grande bisogno oggi per fronteggiare le divisioni, l’isolamento e la solitudine cui ci ha costretto la pandemia – ha continuato il prevosto – Su questa barca in mezzo alla tempesta navigano tutte le genti, del resto l’annuncio di Cristo non era riservato a pochi eletti ma a tutti: “Andate in tutto il mondo..”».
Proseguendo nelle riflessioni suggerite dall’immagine della barca, don Luigi ha ricordato le parole di papa Francesco («Il sogno di Dio è che impariamo a farci carico del fratello e del fratello più vulnerabile») e quelle pronunciate dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini nel discorso di Sant’Ambrogio di qualche giorno fa: «Quello che può dare fondamento a una società anche nel mutare dei suoi governi, quello che può dare motivazione a un’economia anche nelle diverse congiunture, quello che può mantenere un’identità a un popolo anche nella molteplicità delle sue componenti è una visione condivisa. E’ il sognare insieme che rende partecipi di un pellegrinaggio convincente».

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