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Montevecchia

Lupo nel Parco del Curone: un anno dopo ecco la prova fotografica

Pubblicata dall'Ente Parco una immagine acquisita da una fototrappola

Lupo nel Parco del Curone: un anno dopo ecco la prova fotografica
Cronaca Meratese, 17 Dicembre 2021 ore 18:01

Un anno fa aveva fatto parlare molto di sé, ma praticamente nessuno lo aveva visto. Ora a distanza di 12 mesi la prova della sue esistenza è tangibile. Stiamo parlando del lupo nel Parco del Curone. Oggi infatti il Parco di Montevecchia e Valle del Curone  ha pubblicato una immagine dell'esemplare che nel 2020 si è aggirato nelle aree boschive tra Missaglia e Montevecchia.

Lupo nel Parco del Curone: un anno dopo ecco la prova fotografica

"Nel corso dei mesi primaverili ed estivi del 2020 nel Parco erano state segnalate strane uccisioni di pecore e capre al pascolo: pochi animali, in diverse zone dell’area protetta, con lacerazioni che facevano pensare all’attacco da parte di cani - raccontano dall'ente - Poi, in novembre e dicembre, le modalità con cui erano avvenute ulteriori uccisioni avevano condotto a ritenere che potesse trattarsi dell’azione del Lupo: ipotesi poi confermata dalle analisi genetiche."

L'episodio più "eclatante" il 28 dicembre dello scorso anno con l'uccisione "di diversi animali fra loro vicini, in numero ben superiore alle necessità alimentari". L’Ente Parco, con il supporto dei Carabinieri Forestali e del gruppo di lavoro sul Lupo attivo in Regione Lombardia e nell’arco alpino occidentale (nell’ambito del Progetto LIFE WOLFALPS EU), aveva attivato una campagna di informazione nei confronti degli allevatori, mentre nel territorio venivano effettuate azioni di monitoraggio.

"Dalla fine dello scorso inverno non si è più avuto alcun riscontro della presenza del Lupo nel Parco - aggiungono dall'ente che ha pubblicato una immagine acquisita da una fototrappola - Si può ipotizzare che si trattasse di un esemplare, maschio, allontanatosi dal territorio di origine dei rilievi delle Prealpi comasche, che nei mesi del lock-down più severo, in marzo e aprile, si era spinto fin nel territorio del Parco indisturbato dal traffico automobilistico. Forse un giovane animale, che aveva affinato nel corso dell’estate le tecniche di assalto alle prede. Ritornato poi verso nord… forse anche per non esser costretto ad una perenne solitudine…"

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