Straziante dolore

L'ultimo saluto al giovane papà Michele Di Perna. Il sacerdote: "Non smetterà mai di amare la sua famiglia"

Aveva 46 anni.

L'ultimo saluto al giovane papà Michele Di Perna. Il sacerdote: "Non smetterà mai di amare la sua famiglia"
Cronaca Lecco e dintorni, 10 Agosto 2021 ore 12:31

Sono stati celebrati nella mattinata di oggi, martedì 10 agosto 2021, nella chiesa Parrocchiale del rione Calolziese di Foppenico, i funerali del giovane papà, Michele Di Perna, 46 anni, venuto a mancare per un male incurabile.

L'ultimo saluto al giovane papà Michele Di Perna

La vita di Michele fu messa a dura prova già in gioventù, per un'altra grave malattia, che con le cure, la sua voglia di vivere, la sua famiglia ed il desiderio forte di avere dei figli, riuscì a superare. Anche contro quest'ultima malattia ha lottato fino all'ultimo minuto, non riuscendo però a vincerla. Il suo desiderio di essere papà è stato però esaudito, infatti con l'amatissima moglie Laura ha avuto due figli Esther e Lukas, ora adolescenti.

Il sacerdote: "Era luce per le persone che incontrava"

In una chiesa gremita di parenti, amici, conoscenti ed ex colleghi di lavoro della "Fontana group" di Calolziocorte, dove aveva prestato la sua collaborazione professionale per un decennio, e i colleghi del mollificio Sant'Ambrogio di Cisano, il suo ultimo impiego. Il rito funebre è stato celebrato dal Parroco del rione, don Antonio Vitali, che durante l'omelia ha spiegato:

"Non è facile anche per me trovare parole appropriate per comprendere il senso della morte di Michele. Dobbiamo dire al Signore che tutti noi facciamo fatica a capire. Perciò affidiamoci a Dio, il quale ha parole di vita eterna. Dio è amore, Michele non smetterà mai di amare la sua famiglia poiché c'è un Dio che lo ha accolto ed ora siede al suo banchetto Celeste di luce e di pace. Umanamente anche Michele si sarà chiesto "Perché proprio a me questa malattia? Non ho fatto niente per meritarmela". Ma Dio sa che Michele era luce per le persone che incontrava, con il suo sorriso, semplice ma profondo e questo lungo tutti i lunghi anni della sua malattia. Egli non la nascondeva anzi, la raccontava come stesse parlando di un altra persona. Ultimamente la sofferenza lo ha reso più sensibile, dando un senso nuovo alla sua esistenza, in famiglia, sul luogo di lavoro e nella società. Oggi ha concluso il Presbitero, la fede si scontra con la sofferenza ma la risposta la sussurra delicatamente Gesù: "Io sono la risurrezione e la vita". Nulla andrà perduto di ciò che Michele ha fatto in vita, poiché il bene e i gesti di carità compiuti peseranno come oro sulla bilancia del giudizio finale di Dio.

A temine del rito religioso la salma è stata tumulata nel locale camposanto.

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Mario Stojanovic

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