Dolore lacerante

L’addio a Camilla tra libri, la sua chitarra, la macchina fotografica e la veste da chierichetta

Don Giovanni Colombo: "Camilla è stata un profumo, e un profumo non si può spegnere, rimane. Ed anzi, diventa più forte e si diffonde"

L’addio a Camilla tra libri, la sua chitarra, la macchina fotografica e la veste da chierichetta
Cronaca Casatese, 05 Gennaio 2021 ore 13:56

I suoi libri, perchè la scuola per lei era tutto. La sua chitarra a simboleggiare quell’amore per la musica che ha scandito con dolcezza i momenti più significativi della sua troppo breve vita. La sua veste da chierichetta, perchè come dice don  Giovanni “Non si fa il chierichetto ma lo si è per sempre”. Le magliette dell’oratorio e della squadra di pallavolo perchè era disponibile e tenace e fondamentale nei gruppi. La sua macchina fotografica, con la quale ha immortalato le esperienze. Il pane e il vino che hanno dato sapore e significato cristiano alla sua vita.

Sono questi gli oggetti che gli amici di Camilla Panzeri, la 16enne di Bulciago, studentessa del Bertacchi di Lecco, scomparsa nella notte di  domenica dopo una dolorosa malattia che l’aveva colpita nel 2019,  hanno voluto che avesse con se nel suo ultimo viaggio. Li hanno portati oggi, martedì 5 gennaio 2021 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista di Bulciago dove è stata celebrata la cerimonia funebre.

L’addio a Camilla Panzeri

Un addio straziante, perchè non può essere altrimenti il commiato da una giovane che a soli 16 anni aveva appena iniziato ad assaporare la vita, una vita che le è stata strappata senza che lei però rinunciasse a lottare, senza che lei rinunciasse a guardare al mondo con fiducia, senza che lei rinunciasse a sperare di poter superare la dura prova che il destino le aveva riservato.

Camilla era una forza della natura, e l’affetto che tanti hanno riversato su  papà Mario (attivo in parrocchia e volontario del Piedibus) e mamma Anna Maria, che per tanti anni ha insegnato alla scuola primaria di Cassago è stata la più grande delle dimostrazioni. Perchè Camilla, così generosa  solare era amata da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerla.

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Camilla è stata un profumo

“Era il 3 gennaio, mattino prestissimo, quando Camilla lasciava la sua vita qui su questa terra – ha detto don Giovanni Colombo dal pulpito –  Non si è mai pronti e mai preparati a queste partenze, anche quando sono precedute da un lungo tempo di Malattia. Sempre il 3 gennaio, 17 anni fa, un altro mio amico partiva per il cielo. Questa coincidenza mi ha fatto pensare a quanto Camilla, come lui, fosse attaccata alla vita. Ho chiesto allora aiuto anche a lui ed ho scelto una pagina di Vangelo che aveva ispirato una preghiera stupenda di Alessandro: Signore Gesù, voglio essere come quell’olio di Nardo che fu riversato sui tuoi piedi, per camminare con te, voglio essere strumento di rivelazione della tua presenza, del tuo profumo. Non permettere che la vita ed i suoi strani andamenti mi stacchino da te. Alessandro non voleva che nessuna goccia del suo profumo andasse sprecata. L’ho pensata proprio così questa storia, questa vicenda che oggi ci raccoglie tutti in preghiera. Potremmo dire parole di tristezza, ma io invece uso la parola profumo: perché questo è stata Camilla per i suoi genitori, suo fratello ed i suoi amici. Questo profumo è stato uno dei doni più belli della sua vita, ma anche uno dei doni più sofferti in questi lunghi mesi. È stata un profumo anche nella sua personalità, che si diffonde senza però che si veda, e così era lei: gentile e delicata. In questi giorni tante persone mi hanno chiamato per sapere l’orario della preghiera: ecco che da tutti oggi si raccoglie il suo profumo. È stata profumo nel suo essere, senza fare grandi cose, in quello che era. È stata profumo nel suo impegno come chierichetta e come animatrice, nella sua voglia di esserci per la comunità nonostante le limitazioni. Però poi, il profumo per essere versato completamente deve spaccare il vasetto, e questa è la malattia. Il profumo di tanti si è mischiato a lei, la vicinanza e l’affetto di chi non l’ha mia abbandonata . Ecco che si viene a pensare se questa vicenda non si fosse potuta risolvere diversamente, in un miracolo. Io penso che la rabbia, lo sconforto, la morte, spacchino sì un vasetto, ma il profumo non si può spegnere, rimane. Ed anzi, diventa più forte e si diffonde”

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Al termine della funzione un nugolo di palloncini bianchi, candidi come l’anima di Camilla, si è alzato in cielo per accompagnare la giovane nel suo ultimo volo.

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