RAGAZZO SCOMPARSO

L’accorato appello del papà: «Giovanni torna, ti aspettiamo»

Da quasi due mesi non si hanno più notizie di Giovanni Sottocornola. La richiesta dei genitori: "Aiutateci a tenere vivo il ricordo di nostro figlio"

L’accorato appello del papà: «Giovanni torna, ti aspettiamo»
Meratese, 28 Giugno 2020 ore 09:37

Quarantaquattro giorni senza avere notizie del proprio figlio. Un tempo infinito, fatto di angoscia e fatica, per la famiglia di Giovanni Sottocornola, il 24enne di Calco alta sparito nei boschi vicino casa la sera del 10 maggio.

Una tragedia carica di mistero quella che si è abbattuta sulla famiglia di Giovanni, unita e riservata, restia a finire sotto i riflettori ma ora decisa a far sì che le ricerche non si arrestino, ma anzi, si allarghino il più possibile.

«Aiutateci a tenere vivo il ricordo di nostro figlio, ora è la cosa più importante – è l’accorato appello che il padre Luigi e la mamma Alessandra ci hanno pregato di diffondere – La nostra speranza è che Giovanni sappia che noi continuiamo ad aspettare che torni a casa. Non cerchiamo l’attenzione mediatica – ha ribadito il padre, sfiancato dall’estenuante prova che si è trovato ad affrontare – ma chiediamo semplicemente un aiuto per ritrovare Giovanni. Noi stiamo qui, guardiamo fuori dalla finestra ogni giorno, e attendiamo che torni».

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Giovanni Sottocornola: un mistero inspiegabile

Ancora oscure le ragioni che hanno portato il ragazzo ad uscire di casa la sera del 10 maggio senza portare quasi niente con sé. Vestito in modo leggero, con indosso solo pantaloni lunghi, maglietta e scarpe da ginnastica, Giovanni è uscito senza portafoglio e soldi e forse senza nemmeno il telefono cellulare, che non è però stato ritrovato.

Negli ultimi tempi Giovanni stava vivendo un momento difficile con lo studio universitario. «Per lui la scuola è sempre stata una priorità – ha spiegato ancora il papà – A dicembre un esame non era andato molto bene, niente di ché, non era stato bocciato, ma da lì ha iniziato a temere di rimanere indietro».

Diplomato all’istituto Badoni di Lecco, Giovanni aveva deciso di rimanere in città e continuare gli studi di ingegneria meccanica presso il Politecnico. Serietà e costanza nello studio lo hanno portato al primo importante traguardo: a settembre si era infatti laureato in corso portando così a compimento il percorso triennale.

“E’ sempre stato meticoloso e attento nello studio”

«E’ sempre andato benissimo a scuola, era serio e meticoloso nello studio. Ogni tanto manifestava la paura di fallire nella scuola o di rimanere indietro, era preoccupato di perdere il passo all’università e gli amici del gruppo di studio. Abbiamo cercato di aiutarlo in tutti i modi. Non potevamo immaginare però che potesse prendere una decisione del genere. Quand’era più giovane è stato anche una promessa dell’atletica nella Virtus Calco, ma anche lì aveva abbandonato a causa dello studio. Per il resto è sempre stato un ragazzo tranquillo, sicuramente riservato come lo siamo tutti noi in famiglia, ma non aveva strani “grilli per la testa” come si suol dire».

Una preoccupazione, quella che Giovanni aveva per il percorso di studi, confermata sia dagli amici della palestra, la Street gym di Calco, che frequentava praticando calisthenics,  che da quelli dell’università con cui la famiglia ha avuto modo di parlare.

Nei giorni di quarantena però questa preoccupazione è continuata a salire: «Diceva che avrebbe mollato tutto, noi gli abbiamo ribadito più volte che l’avremmo supportato se avesse avuto bisogno di prendersi una pausa dagli studi per ricaricarsi un po’. Ma non immaginavamo che potesse prendere, andare e non tornare più».  Prendere e scappare in quei boschi intorno a casa, dove è cresciuto e dove, ha ricordato il papà, «si muove come un gatto», luoghi che conosce come le sue tasche, dove sa muoversi e ambientarsi e che speriamo gli possano indicare di nuovo la strada di casa.

«Per noi sta diventando una vita difficile. Ogni giorno attendiamo, aspettiamo che si ravveda, la nostra speranza è che possa ritornare sano e salvo. Giovanni – ha concluso il padre rivolgendosi al figlio – I problemi si risolvono insieme, come abbiamo sempre fatto».

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