Cronaca
Sofferenza e speranza

La storia di Fabio, Vigile del Fuoco rinato dopo 70 giorni in ospedale per il Covid

Malgrado la vaccinazione è rimasto contagiato in modo grave: per lui 30 giorni di coma farmacologico.

La storia di Fabio, Vigile del Fuoco rinato dopo 70 giorni in ospedale per il Covid
Cronaca 08 Dicembre 2021 ore 12:24

Fabio Liardo, Vigile del Fuoco di Como, risorge dal Covid dopo 70 giorni in ospedale. Una storia che parla di sofferenza ma che  regala anche speranza quella che raccontano i colleghi di Primacomo.it

Vigile del Fuoco di Como risorge dal Covid dopo 70 giorni in ospedale

Fabio, residente a Prestino, è un volto notissimo della caserma dei Vigili del Fuoco di via Valleggio a Como. Da anni presta servizio al comando provinciale ed è impegnato anche a livello sindacale. A ottobre però è inizia la sua sfida più grande: quella contro il Covid-19. Malgrado la vaccinazione effettuata durante l'estate, nel mese di ottobre il pompiere 41enne ha cominciato ad accusare i primi sintomi, in primis la febbre, ma è peggiorato rapidamente tanto che è stato necessario il ricovero in ospedale.

Da quel momento sono passati 70 giorni e finalmente Fabio vede la luce in fondo al tunnel. "Da due giorni sono nel reparto di riabilitazione dell'ospedale di Cantù ma spero di uscire la prossima settimana - ci racconta - Sto effettuando la riabilitazione respiratoria e motoria perché ho perso l'80% della mia muscolatura e devo imparare a camminare di nuovo".

"È stata una dura battaglia, ma tutto l'affetto e la vicinanza di persone che mi vogliono bene ha fatto in modo che oggi potessi parlare - ha aggiunto - Mentre ero intubato ho ricevuto oltre 16000 messaggi di conforto, ciò mi ha aiutato tantissimo e mi ha fatto capire che il mio impegno nell'aiutare il prossimo deve continuare, magari su larga scala".

A casa ad aspettarlo ci sono sua moglie, incinta, e le sue due bambine. "E' stato davvero difficile stare lontano da loro per così tanto tempo - ha spiegato - Anche le bimbe sono risultate positive ma fortunatamente hanno subito la malattia in forma lievissima. Mia moglie invece, anche lei vaccinata, fortunatamente non si è contagiata. Stare fermo, immobile, per tanto tempo è stato davvero difficile per uno che, se non era al lavoro, era con le proprie figlie o a pesca. Di tutto questo tempo però, soprattutto dei primi 50 giorni in cui sono stato per la maggior parte sedato, ho ricordi molto vaghi".

"Volevo ringraziare con grande affetto tutto il personale sanitario della rianimazione di Varese, del Sant'Anna di Como, la riabilitazione di Cantù e con grande stima la rianimazione del policlinico di Milano dove ho trascorso 31 giorni in coma farmacologico, se oggi sono qui è grazie a loro che non si sono arresi - ha spiegato Fabio - Inoltre ringrazio tutti i miei colleghi dei vigili del fuoco per il supporto e l'affetto che hanno mostrato. Un ringraziamento particolare va tutti coloro che in riservatezza hanno pensato e guidato il mio ritorno nel mondo dei vivi".

Il primo passo sarà il ritorno a casa, poi a tempo debito, al lavoro. "Credo che viste le mie condizioni avrò ancora un paio di mesi di recupero da affrontare e probabilmente tornerò in servizio ma in ufficio finché non riacquisterò le forze" ha concluso il pompiere comasco.

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