A Villa d'Adda

La minoranza non parteciperà al Consiglio come protesta contro il sindaco

I consiglieri di Filadda hanno chiesto, senza risposta, di svolgere la seduta in via telematica e in streaming.

La minoranza non parteciperà al Consiglio come protesta contro il sindaco
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La minoranza di Villa d'Adda non parteciperà al Consiglio comunale in programma per questo giovedì, 30 aprile, in segno di protesta contro il sindaco.

La minoranza di Villa d'Adda protesta contro il sindaco

Nella mattinata di oggi, lunedì 27 aprile 2020, la minoranza di Villa d'Adda ha inviato una lettera al sindaco Gianfranco Biffi per comunicargli che questo giovedì non parteciperà al Consiglio comunale «in segno di protesta contro il suo atteggiamento». «Signor sindaco Gianfranco Biffi - hanno esordito i membri di Filadda Martina Arrigoni, Simone Iaconis e Nicola Pedruzzi guidati dal capogruppo Mario Milesi - Nei rapporti istituzionali tra rappresentanti dei cittadini, ancor prima degli aspetti formali, che pur sono essenziali, valgono i principi di rispetto e ascolto dei diversi punti di vista, ma lei questo basilare concetto pare proprio disconoscerlo, tanto da non aver valutato con la dovuta attenzione le lettere con le nostre proposte».

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Prima il 13 aprile e poi il 23, infatti, i membri di Filadda si erano rivolti a Biffi per chiedergli di svolgere il Consiglio in programma per il 30 aprile in via telematica e in streaming, per consentire ai cittadini di assistere alla seduta da casa. Tuttavia, i consiglieri non hanno mai ricevuto risposta a questa loro richiesta. «Ciò considerato le comunichiamo che noi consiglieri di minoranza non parteciperemo alla seduta in programma per il 30 aprile in segno di protesta contro il suo atteggiamento - hanno dichiarato - e perché riteniamo la sala consiliare, così com'è strutturata, un luogo non idoneo a garantire un'adeguata sicurezza ai partecipanti secondo il buon senso comune e il rispetto delle normative Covid vigenti. La scelta poi di procedere allo svolgimento della seduta con l'impossibilità di essere seguita da remoto dai cittadini evidenza come ancora una volta questa Amministrazione scelga l'arroccamento e il restringimento degli spazi della partecipazione democratica anziché l'apertura che le moderne modalità di collegamento consentirebbero».

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