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La Lombardia è zona rossa, da venerdì 6 sarà lockdown: cosa si potrà fare e cosa sarà invece vietato SCHEMA

Conte: "La situazione è particolarmente critica. Il virus corre violento. Rispetto alle persone contagiate sale il numero degli asintomatici". Ecco cosa cambia da venerdì nella nostra regione

La Lombardia è zona rossa, da venerdì 6 sarà lockdown: cosa si potrà fare e cosa sarà invece vietato SCHEMA
Meratese, 04 Novembre 2020 ore 21:18

La Lombardia è “zona rossa”, da venerdì 6 sarà lockdown. Lo ha annunciato questa sera il premier Giuesppe Conte. “La situazione è particolarmente critica. Il virus corre violento. Rispetto alle persone contagiate sale il numero degli asintomatici, diminuisce in percentuale il numero di persone ricoverate ma c’è l’alta probabilità che molte regioni superino le soglie delle terapie intensive e mediche. Dobbiamo intervenire necessariamente, per rallentare la circolazione del virus. Siamo in attesa di vaccini” ha detto il presidente del Consiglio.

 

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La Lombardia è zona rossa, da venerdì 6 sarà lockdown: cosa si potrà fare e cosa sarà vietato

Come detto l’Italia sarà divisa in tre aree a seconda della virulenza e dell’incidenza del Covid

Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia.-Romagna. Lazio, Liguria, Toscana, Molise, Marche, Sardegna e Friuli Venezia Giulia.

Area arancione: Puglia e Sicilia

Area rossa: Lombardia, Calabria, Piemonte, Valle d’Aosta

Le misure nella zona rossa

  • Vietato ogni spostamento anche all’interno del proprio Comune, salvo che per ragioni di lavoro o di prima necessità
  • Chiusi bar e ristoranti. L’asporto è consentito fino alle 22 e non sono previste restrizioni per quanto riguarda la consegna a domicilio
  • Chiusi i negozi, tranne quelli che vendono beni di prima necessità
  • Aperte edicole, farmacie, tabaccherie, lavanderie, barbieri e parrucchieri. Chiusi i centri estetici
  • Didattica distanza prevista a partire dalla seconda media
  • Chiusi i cinema, i musei, le mostre, le sale gioco e scommesse
  • Stop competizioni sportive salvo quelle di carattere internazionale e nazionale;
  • Fissato il limite della capienza al 50 per cento sui mezzi pubblici
  • Attività motoria nei pressi della propria abitazione
  • Sono annullati tutti i concorsi pubblici e privati tranne quelli per i medici, gli operatori sanitari e per la protezione civile

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Scelte e ordinanze non arbitrarie

“Le ordinanze del Ministro della Salute non saranno arbitrarie ma recepiranno i dati del monitoraggio periodico dell’Istituto superiore di sanità e dei rappresentanti delle Regioni – ha aggiunto Conte -. Se una Regione dovesse rientrare per non meno di 14 giorni in una condizione di rischio più bassa potrà essere assoggettata a un regime di misure meno restrittive”.

Il premier, rispondendo a una domanda dei giornalisti, ha poi spiegato che un margine per attuare misure differenti non solo per le Regioni, ma addirittura per le singole province, ci sarebbe, sebbene la cosa non sia semplicissima sulla base dei dati. In altre parole, Conte non esclude questa opzione, ma ha fatto anche capire che non sarà così facile da attuare. Questa è una cosa che interessa particolarmente la provincia di Bergamo, una di quelle “messe meglio” in Lombardia (l’unica con un Rt pari o inferiore a 1,5).

Conte ha inoltre ha parlato di un imminente decreto ristori bis (leggi qui)

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