Dal direttore generale di Areu

La lettera ai soccorritori: “Né eroi né angeli, ma dirvi grazie è troppo poco”

Alberto Zoli ha scritto anche alle associazioni del nostro territorio.

La lettera ai soccorritori: “Né eroi né angeli, ma dirvi grazie è troppo poco”
Meratese, 26 Aprile 2020 ore 19:51

Un autorevole ringraziamento ai soccorritori, che al pari di medici e infermieri continuano ad affrontare questa emergenza sanitaria da Coronavirus in primissima fila. A scrivere e a inviarlo anche alle associazioni del Meratese, Casatese, dell’Isola e della Val San Martino, è stato Alberto Zoli, direttore generale dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza. La pubblichiamo integralmente.

La lettera di ringraziamento ai soccorritori

Cari volontari e dipendenti di tutte le Associazioni del soccorso,

ci sono state, in queste settimane, diverse occasioni in cui tutti noi di AREU vi abbiamo ringraziato, di persona e pubblicamente. E non solo noi; i cittadini hanno risposto in migliaia all’invito a scrivervi attraverso una mail dedicata, e i loro grazie sono contenuti nella pubblicazione @GrazieAreu, che è oggi in stampa e sarà pronta a breve.

Ma oggi, mentre per l’ennesima volta, insieme ai miei collaboratori, esamino cifre e prospettive, sento di dovervi scrivere un pensiero “ufficiale” e dedicato a voi soli. E non voglio dirvi un grazie generico, voglio sottolineare alcuni aspetti tutt’altro che scontati.

In questi giorni difficili, voi ci siete stati. C’eravate quando tutto è cominciato, e nessuno immaginava cosa sarebbe successo. Ci siete stati quando si è capito bene di quale guerra si trattasse, pericolosa e senza certezze come tutte le guerre. Ci siete stati anche nei momenti in cui eravamo sopraffatti dagli eventi e la lotta sembrava impossibile. Molti di voi sono arrivati da lontano, ci hanno dato una mano incredibile, e poi sono partiti dicendoci grazie. Avete lavorato per la nostra gente, in condizioni di stress psicologico ed emotivo che mai avremmo pensato e voluto vivere, senza la minima esitazione. Vedervi lavorare come un’unica entità, vedervi collaborare indipendentemente dalla divisa indossata, è stato un esempio anche per tutti gli uomini e le donne di AREU e ci ha resi orgogliosi di avervi al nostro fianco.

So che non siete “eroi” nè “angeli”, ma l’impegno, il coraggio, la competenza che avete dimostrato mentre lavoravate accanto a noi mi lascia nella consapevolezza che qualsiasi tipo di ringraziamento, compreso questo, è davvero troppo poco.

Vogliate accogliere la mia stima e la vicinanza di tutta l’AREU e del suo Direttore.

Alberto Zoli

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