Sotto controllo

Incendio Moregallo: bruciati 250 ettari. Ora controlli e bonifica

Nuove verifiche domani sulla SP583. Intanto revocata l'interdizione alla navigazione nel tratto di lago interessato dalle operazioni

Incendio Moregallo: bruciati 250 ettari. Ora controlli e bonifica

Il monte Moregallo non brucia più. Dopo sei giorni di emergenza, l’incendio che ha devastato il versante affacciato sul lago di Como è entrato nella fase conclusiva. Gli ultimi focolai sono stati individuati e spenti grazie al lavoro combinato dei Vigili del Fuoco, degli operatori antincendio boschivo e degli elicotteri regionali, ma l’attenzione resta alta per il rischio di nuove ripartenze.

Il bilancio dell’incendio è pesante: secondo le ultime stime, le fiamme hanno interessato circa 250 ettari di bosco e vegetazione sul monte Moregallo, trasformando uno dei versanti più caratteristici del territorio lecchese in una vasta area percorsa dal fuoco.

Moregallo, i droni hanno individuato gli ultimi focolai

La fase più delicata è stata quella successiva al contenimento dell’incendio. Anche quando il fronte principale era ormai sotto controllo, all’interno dell’area bruciata continuavano infatti a verificarsi ripartenze e nuovi focolai.

Per individuarli con precisione sono entrati in azione i nuclei SAPR e TAS dei Vigili del Fuoco. I droni dotati di termocamere hanno sorvolato l’intero perimetro dell’incendio, rilevando le anomalie termiche e permettendo di costruire una mappa dettagliata dei punti ancora caldi.

Un lavoro fondamentale per indirizzare gli interventi aerei. Le coordinate dei focolai residui sono state infatti trasmesse alla direzione delle operazioni di spegnimento, consentendo agli elicotteri antincendio di concentrare gli sganci d’acqua direttamente sulle aree interessate.

L’attività di monitoraggio ha permesso di intervenire anche sulle zone più impervie del Moregallo, difficilmente raggiungibili dalle squadre a terra.

Incendio Moregallo, versante sotto controllo

Parallelamente alle operazioni di spegnimento è stato effettuato un controllo delle condizioni di sicurezza del versante che sovrasta la SP583 Lariana, la strada che collega Lecco e Bellagio.

Il sopralluogo congiunto degli enti coinvolti, supportato anche dalle immagini e dai rilievi effettuati con i droni, non ha evidenziato distacchi di roccia o di altro materiale. Le reti paramassi e gli altri dispositivi di protezione presenti lungo la parete sono risultati integri.

Il versante rimane comunque sotto osservazione. Il fuoco e i numerosi sganci d’acqua effettuati nei giorni scorsi hanno modificato le condizioni del terreno e sarà quindi necessario verificare con attenzione la stabilità dell’area prima di consentire il ritorno alla normale circolazione.

SP583 ancora chiusa: lunedì nuove verifiche

La SP583 tra Valmadrera e Onno resta al momento chiusa proprio per ragioni di sicurezza. La riapertura sarà valutata dopo un nuovo sopralluogo previsto per lunedì 10 agosto 2026.

La mappatura realizzata dai Vigili del Fuoco rappresenterà uno degli elementi utili per decidere se esistano ancora condizioni di rischio per la strada e per chi la percorre.

Con il progressivo venir meno dell’emergenza è stata invece revocata l’interdizione alla navigazione nel tratto di lago interessato dalle operazioni. Non essendo più necessario garantire l’approvvigionamento d’acqua ai mezzi della flotta aerea dello Stato, il provvedimento che aveva limitato la navigazione può quindi essere superato.

Un incendio di dimensioni eccezionali

Quello del Moregallo è stato uno degli incendi boschivi più impegnativi affrontati quest’estate nel Lecchese. Per giorni sono stati impegnati Vigili del Fuoco, volontari antincendio boschivo, elicotteri regionali e Canadair, con un imponente dispiegamento di uomini e mezzi.

Decisivo è stato anche l’impiego dell’Erickson S-64 Skycrane, il grande elicottero antincendio dei Vigili del Fuoco, capace di trasportare e sganciare ingenti quantità d’acqua in tempi rapidissimi. Il mezzo si è aggiunto agli altri aeromobili impegnati nel contrasto alle fiamme nei momenti più critici.

L’emergenza ha comportato anche un significativo utilizzo delle risorse idriche del lago: complessivamente sono stati prelevati milioni di litri d’acqua per alimentare le operazioni di spegnimento.

Il rischio di nuovi incendi resta alto

Lo spegnimento del Moregallo non significa però che l’emergenza sia completamente archiviata. L’area percorsa dalle fiamme rimarrà sotto osservazione nei prossimi giorni per intercettare immediatamente eventuali nuove riaccensioni.

A preoccupare sono soprattutto siccità, vegetazione particolarmente secca e vento, condizioni che possono favorire la riattivazione di braci e focolai apparentemente spenti.

L’incendio riapre inoltre il dibattito sulla necessità di adeguare la strategia nazionale di contrasto agli incendi boschivi. Negli ultimi anni il fenomeno ha infatti interessato con maggiore frequenza anche il Nord Italia durante i mesi estivi, rendendo necessario un maggiore impiego di mezzi aerei pesanti anche nelle regioni settentrionali.

Non solo Moregallo: altri incendi nel Lecchese e in Lombardia

Il Moregallo non rappresenta l’unico fronte ancora seguito dai soccorritori.

A Premana, in Val Fraina, un incendio iniziato il 12 luglio, provocato da un fulmine durante un temporale, ha interessato circa 30 ettari. La situazione viene considerata sotto controllo, ma all’interno dell’area già percorsa dal fuoco continuano a essere visibili alcune fumate.

La completa bonifica è particolarmente complessa a causa dell’impervietà del territorio, che rende difficoltoso e rischioso l’intervento delle squadre a terra. In questo caso, precipitazioni abbondanti e prolungate potrebbero contribuire a eliminare definitivamente i focolai ancora presenti.

Un altro incendio, nel territorio di Gordona, in Valchiavenna, ha interessato circa 80 ettari. Anche qui prosegue il lavoro delle squadre antincendio boschivo per contenere gli ultimi fronti e impedire nuove ripartenze.

Moregallo, ora comincia la fase più lunga

Con la fine dell’incendio si apre dunque una nuova fase, quella della bonifica e del monitoraggio del monte Moregallo. I droni continueranno a svolgere un ruolo importante nel controllo delle aree più difficili da raggiungere, mentre gli operatori a terra potranno intervenire dove le condizioni di sicurezza lo permetteranno.

L’obiettivo è evitare che le braci ancora presenti nel sottosuolo o tra la vegetazione possano trasformarsi in nuovi focolai.

Dopo sei giorni di fiamme, il Moregallo è finalmente tornato sotto controllo. Ma il terreno resta fragile e l’attenzione degli operatori rimarrà massima ancora per diversi giorni.