"Call center"

Fiumi di droga nel Meratese con la cocaina venduta al telefono: maxi indagine partita a Calco

Otto gli indagati due dei quali latitanti. Ai domiciliari un 53enne lecchese incensurato

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Un giro di droga davvero ingente quello scoperto  dagli uomini  della Squadra Mobile della Questura di Lecco che hanno fermato sei persone, cinque di origine marocchina e un italiano nato nel 1970 residente in provincia di Lecco e incensurato , e sono alla ricerca di altri due latitanti stranieri, che hanno letteralmente  inondato di droga la zona sud della nostra provincia tra il Meratese, la Valle San Martino e l'Olginatese .

 

Fiumi di droga nel Meratese con la cocaina venduta al telefono

Uno dei "pezzi grossi" è stato arrestato all'aeroporto di Orio al Serio mentre rientrava dal Marocco. Un altro indagato, finito in manette, è stato fermato nella sua abitazione in provincia di Monza con ben mezzo chilo di polvere bianca. E poi c'era il telefonista, quello che coordinava tutte le operazioni e le cessioni di cocaina. Tante cessioni: almeno 8000 nell'ultimo anno e mezzo per un valore di oltre 330mila euro, tutte in provincia di Lecco E proprio dal ruolo centrale di questo centralinista, che piazzava le dosi via telefono, è stata denominata "Call center"  l'operazione degli uomini al comando del Capo della Mobile Gianluca Gentiluomo.  E proprio dal ruolo centrale di questo centralinista, che piazzava le dosi via telefono, è stata denominata "Call center"  l'operazione degli uomini al comando del Capo della Mobile Gianluca Gentiluomo. 

Da sinistra il questore Ottavio Aragona, il procuratore capo di Lecco Ezio Domenico Basso e il capo della Squadra Mobile Gianluca Gentiluomo

Operazione  della Mobile contro lo spaccio di cocaina: 8 indagati, 6 presi, due latitanti

Un colpo duro inferto al narcotraffico locale quello  illustrato oggi, martedì 9 maggio 2023, negli uffici di corso Promessi  Sposi dal Questore di Lecco Ottavio Aragona, dal Procuratore capo Ezio Domenico Basso e dal dottor  Gentiluomo. Una operazione che arriva a pochi giorni dall'arresto, sempre operato dagli dai poliziotti lecchesi, del grossista dei pusher, il 50enne lecchese beccato con 200 chili di droga in un box.

Droga venduta vicino a scuole e cimiteri in pieno giorno

Questa volta però il giro era al dettaglio, operai, professionisti, donne, uomini anche insospettabili: i clienti alzavano il telefono, digitavano un numero e la droga veniva loro recapitata. Dove? Tante, troppe le piazze di spaccio dove gli indagati, che sono stati arrestati venerdì 5 maggio 2023, agivano senza  alcuno scrupolo, in pieno giorno, in  luoghi pubblici, persino vicino a cimiteri, chiese, oratori, scuole.

 

Olginate, Valgreghentino, Calolziocorte,  Calco, Olgiate Molgora, Brivio, Airuno, Merate, Robbiate, Cisano Bergamasco: è qui che i membri del sodalizio criminale vendevano il loro veleno spostandosi da un paese all'altro con dei mezzi intestati a prestanome.

Le indagini partite da segnalazioni giunte da Olginate e Calco

"Le indagini che ci hanno permesso di individuare gli otto indagati sono partite principalmente da segnalazioni che ci sono giunte sia dai cittadini che dagli agenti delle Polizie locali di Olginate e Calco - ha spiegato il dottor Gentiluomo - Inizialmente pensavano che quelle fossero le piazze di spaccio principali,  in realtà l'operazione si è estesa a tutta l'area  circostante".

Le misure cautelari

Gli elementi probatori a carico degli indagati raccolti di poliziotti lecchesi hanno spinto il Gip a emettere diverse misure cautelari: due indagati si trovano in carcere ( e in carcere finirà anche uno dei latitanti una volta individuato), due ai domiciliari, e tra questi il 53enne italiano, e due sono stati  colpiti dal divieto di dimora (stessa sorte toccherà al secondo  latitante).

Il Procuratore Basso

"Dopo quella dello scorso anno in Viale Turati questa è la seconda importantissima indagine contro il narcotraffico condotta dagli uomini del dottor Gentiluomo non più in città, ma questa volta in provincia di Lecco - ha sottolineato il Procuratore Basso - Il fascicolo era  aperto da tempo contri ignoti in Procura a Lecco, ma le carenze di organico non ci avevano dato modo di concentrare le  energie su questa inchiesta. L'arrivo di nuovi sostituti ha creato le basi per questa brillante operazione  delle forze di Polizia alle quali va dato un grande merito".

 

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