Terrificante

Finti medici truffano un anziano: “Ci servono soldi per curare un suo parente dal Covid”

Sono malviventi senza scrupoli e senza un briciolo di cuore quelli che, approfittando dell'emergenza sanitaria, sono entrati in azione nei giorni scorsi in città

Finti medici truffano un anziano: “Ci servono soldi per curare un suo parente dal Covid”
Lecco e dintorni, 02 Novembre 2020 ore 18:41

“Ci servono soldi per curare un sui parente dal Covid”. Finti medici truffano un anziano. E’ davvero terrificante quanto accaduto nei giorni scorsi a Lecco, una vicenda di uno squallore inqualificabile che ha spinto i Carabinieri a mettere tutti in guardia.

“Ci servono soldi per curare un sui parente dal Covid”. Finti medici truffano un anziano

Sono malviventi senza scrupoli e senza un briciolo di cuore quelli che, approfittando dell’emergenza sanitaria, sono entrati in azione nei giorni scorsi in città. I truffatori, fingendosi medici e infermieri sono riusciti ad avvicinare e a carpire la fiducia di una persona anziana. Con l’inganno e facendo leva sul quanto sia diffuso il virus anche nel nostro territorio, sono riusciti a convincere la loro vittima che un suo parente era malato di Coronavirus. Non solo ma hanno detto all’anziano che per guarirlo avevano bisogno erano necessarie cure tanto urgenti quanto costose. L’anziano, spaventato, è caduto nella rete tessuta dai malviventi: li ha fatti entrare in casa e ha consegnato loro circa 4000 euro tra contanti e preziosi.

L’allarme lanciato dai Carabinieri

Per evitare che altri lecchesi possano essere così brutalmente e dolorosamente raggirati, colpiti nella sfera più intima, sono scesi in campo gli uomini dell’Arma che invitano tutti, ancora una volta a “diffidare di quanti, qualificandosi come sanitari, dipendenti di enti pubblici, forze dell’ordine o avvocati, tentano di entrare nelle abitazioni”. Non solo ma i militari ricordano che “la prassi non prevede alcun pagamento per asserite cure mediche e tantomeno verifiche sanitarie in abitazioni private da parte delle forze di Polizia“. E ancora è opportuno “impedire nei casi sospetti l’accesso alle persone di cui non è nota l’identità chiamando il 112 o la stazione Carabinieri o richiedendo la presenza di qualche vicino o parente”.

 

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