La ripartenza

Fase 2: “Sosteniamo i ristoratori che vogliono riprendere l’attività con l’asporto”

Sertori: "Dire no a tutta la ristorazione potrebbe voler dire penalizzare persone che invece si vogliono organizzare e hanno anche necessito' di riprendere le loro attivita' in condizioni di sicurezza"

Fase 2: “Sosteniamo i ristoratori che vogliono riprendere l’attività con l’asporto”
Meratese, 24 Aprile 2020 ore 19:53

“Le sale operatorie adibite a terapia intensiva si stanno riconvertendo per tornare alla normalita’; 1162 dimessi sono un dato importante: stiamo assistendo a un forte alleggerimento che riguarda gli ospedali. Anche alla luce di questi dati stiamo pensando alla fase 2″. Cosi’ l’assessore regionale agli Enti locali, Montagna e Piccoli comuni Massimo Sertori intervenuto in diretta sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie Online.

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Fase 2: gli investimenti per la ripartenza

Riguardo alla ‘nuova normalita’, la manovra da 3 miliardi varata da Regione Lombardia che ha destinato 400 milioni agli Enti locali l’assessore Sertori ha sottolineato che “abbiamo una forte preoccupazione per l’economia e siamo certi che la ripartenza sara’ progressiva. Ci rendiamo conto che e’ indispensabile aiutare le partite Iva che sono rimaste ferme per oltre 2 mesi. Il bilancio di Regione Lombardia e’ virtuoso ha un ranking superiore a quello dello Stato: la nostra capacita’ di indebitamento e’ di 3 miliardi, risorse che abbiamo deciso di stanziare per gli anni 20-21 e, a partire da subito, 400 milioni per i Comuni”. Ogni Comune, in base alle sue dimensioni, ha avuto un riparto calcolato in base alla popolazione e computato in base agli scaglionamenti gia’ utilizzati da parte dello Stato. “Le risorse possono essere spese per tutti gli interventi necessari sui territori e – ha spiegato l’assessore – e noi abbiamo lasciato liberta’ ai sindaci di scegliere in quali settori effettuare gli investimenti”.

“Sosteniamo i ristoratori che vogliono riprendere l’attività con l’asporto”

A proposito di ‘fase 2′ l’assessore ha anche precisato che “E’ in corso un’azione di sensibilizzazione verso il Governo per capire chi ricomincera’ a lavorare non in base al codice Ateco ma in ragione del rispetto delle norme di sicurezza e sanitarie che e’ in grado di garantire. Auspichiamo ci siano regole certe previste da un Protocollo uguale per tutti, stabilito che dobbiamo imparare a convivere con il virus”. Su questo tema l’assessore Sertori ha ribadito quanto gia’ dichiarato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana riguardo al settore ristorazione: “pensiamo che il servizio da asporto si possa organizzare. Dire no a tutta la ristorazione potrebbe voler dire penalizzare persone che invece si vogliono organizzare e hanno anche necessito’ di riprendere le loro attivita’ in condizioni di sicurezza. Durante la fase critica – ha chiosato l’assessore Sertori – il lockdown e’ stato possibile perche’ le attivita’ indispensabili non si sono mai fermate: le farmacie, i negozi di alimentari, altri servizi essenziali Ecco perche’ oltre a medici e infermieri e personale sanitario – ha concluso – bisogna riconoscere che popolazione ha avuto uno straordinario senso civico e sono rimaste a casa anche grazie a chi ha operato per garantire i servizi essenziali”.

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