Il caso

Dopo il vaccino, le resta l’ago nel braccio: lei denuncia Asst Lecco

La complessa questione è approdata nel Tribunale di Lecco davanti al giudice Mirko Lombardi che ha nominato come consulente il dottor Salvatore Zirilli.

Dopo il vaccino, le resta l’ago nel braccio: lei denuncia Asst Lecco
Pubblicato:
Aggiornato:

Da due anni questa parte vive con un ago finito sottopelle nel braccio. L’incredibile vicenda è accaduta a una cinquantenne con casa nel Lecchese.

La donna - assistita dall’avvocato Sara Casula dello studio legale di Simona Crippa - ha deciso di denunciare Asst Lecco chiedendo un risarcimento danni.

Ma procediamo con ordine. I fatti - ancora tutti da accertare - sono accaduti nell’autunno 2022 quando la donna si è recata in un punto vaccinale del territorio per l’inoculazione della seconda dose dell’anticovid.

Va a fare il vaccino anticovid e le resta l’ago nel braccio: lei denuncia Asst di Lecco

Fin qui nulla di strano. La 50enne è stata fatta accomodare e, come da prassi, le è stato somministrato il vaccino, in questo caso Pfizer. A quanto pare, però, tutto è stato registrato su una scheda precompilata che indicherebbe il braccio sbagliato. Un fatto che è ovviamente al vaglio del Tribunale.

Fatta l’iniezione sul braccio della donna è stata apposta della garza con il classico cerotto, quindi la paziente è stata invitata a rientrare a casa dopo una quindicina di minuti, accertato che non ci fossero complicazioni.

Tolto il bendaggio dopo qualche ora, la donna si è accorta che qualcosa non andava ma probabilmente pensava a una reazione allergica. Sembra infatti che la pelle fosse rimasta stranamente in rilievo.

Solo che, dopo alcuni giorni, la situazione non è migliorata. Così la 50enne si è recata dal suo medico di base dove ha scoperto che sotto pelle era rimasto l’ago con il quale, a questo punto, sta convivendo da quasi due anni.

La donna, dopo una prima chiamata per chiedere conto ad Asst di quanto era accaduto, si è rivolta all’avvocato Sara Casula per far valere i propri diritti. Senza pensarci due volte ha intentato causa all’Asst rappresentata dall’avvocato Antonio Tornesello del foro di Lecco.

Il 12 marzo la complessa questione è approdata nel Tribunale di Lecco davanti al giudice Mirko Lombardi , che ha nominato come consulente il dottor Salvatore Zirilli.

Il perito - che ha già prestato giuramento - avrà il compito di valutare l’entità del danno e capire se è possibile - tramite un piccolo intervento chirurgico - estrarre l’ago dal braccio della 50enne oppure se la donna dovrà continuare a conviverci.

Ovviamente si tratta di due situazioni diverse che comportano, qualora venisse accertata la colpa di Asst, un risarcimento danni differente.

Dal canto suo, anche Asst ha dato incarico a due consulenti tecnici di parte - il dottor Daniele Capano e la dottoressa Simona Agovino - di visitare la paziente per «accertare la responsabilità e i danni asseritamente cagionati da Asst».

Naturalmente l’Azienda sanitaria è assicurata per la responsabilità civile contro terzi, nella fattispecie con la compagnia Am Trust Assicurazioni spa.

Seguici sui nostri canali