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Olgiate Molgora

Don Giancarlo vuole riqualificare l’ex oratorio di San Zeno

Secondo il parroco sarebbe un bello spazio per la comunità, ma servono soldi.

Don Giancarlo vuole riqualificare l’ex oratorio di San Zeno
Cronaca Meratese, 28 Marzo 2021 ore 11:30

Riqualificare l’ex oratorio San Giuseppe, per restituirlo come nuovo, eppure ricco di storia ed esperienze, alla comunità di fedeli di San Zeno.
E’ questo il primo obiettivo nell’agenda di don Giancarlo Cereda, parroco di San Zeno (frazione di Olgiate Molgora) e punto di riferimento per la piccola comunità della frazione, che sta già valutando che tipo di interventi servirebbero per rimettere a nuovo la parrocchia.

Don Giancarlo vuole riqualificare l’ex oratorio San Giuseppe di San Zeno

«Questo edificio risale al 1841 e inizialmente ospitava una confraternita di frati domenicani, che utilizzavano lo stabile proprio per portare avanti la loro missione e aiutare la popolazione. Poi, nel tempo, si è trasformato in oratorio, con l’obiettivo di avvicinare e riunire i giovani parrocchiani» ha spiegato don Giancarlo, ricostruendo la storia della comunità di San Zeno, la cui parrocchia è stata istituita nell’ottobre del 1585 con l’intento di garantire autonomia ai sanzenesi, spesso impossibilitati a raggiungere la chiesa di Calco a causa degli straripamenti del torrente Bevera. All’epoca, della comunità facevano parte i territori di Porchera Inferiore e Superiore, Monastirolo, Mondonico, Valicelli, Olcellera, Borlengo, Olgiate e Monticello.

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“Ci vogliono tanti soldi, ma spero di poterlo riconsegnare sistemato alla comunità”

«La parte esterna dell’oratorio richiede interventi minori, mentre i lavori più importanti sono quelli all’interno. Bisognerà sistemare l’intonaco esattamente com’era all’inizio, rifare completamente i servizi igienici e anche la saletta collocata accanto all’altare. Si tratta di lavori importanti, che sicuramente ci verranno a costare più di 100mila euro, anche perché trattandosi di un bene dal valore storico dobbiamo ripristinare tutto così come vuole la Sovraintendenza» ha spiegato il parroco, senza celare una certa preoccupazione.
Tutti i costi dell’intervento, infatti, ricadranno sulle spalle della piccola parrocchia, che già recentemente ha sostenuto l’importante spesa di oltre 20mila euro per smaltire l’amianto presente nella copertura del salone dell’attuale oratorio e che ha un altro importante lavoro in agenda: «Ci sarebbe da rifare il manto erboso del campo da calcio e anche lì si tratta di un investimento importante. Al momento, però, su quello siamo fermi: vista l’emergenza sanitaria non ha senso spendere subito così tanti soldi se poi i ragazzi non possono nemmeno giocare».
La priorità, però, è l’ex oratorio: «Ci piacerebbe intervenire presto. Intanto ci siamo portati avanti e abbiamo già fatto restaurare il quadro del santo a cui è dedicato l’edificio, San Giuseppe, quello di San Domenico, patrono della storica confraternita e quello della Madonna dell’Immacolata; li conserviamo nella chiesa principale in attesa di poterli riportare qui».
Non è da escludere che il prete possa anche chiedere un aiuto ai suoi parrocchiani, che non si sono mai tirati indietro quando era il momento di sostenere la parrocchia: «Purtroppo con il discorso del Covid stiamo ricevendo meno offerte e non è un periodo facile da questo punto di vista, considerando anche la chiusura del nido e della scuola dell’infanzia. Non escludo di poter fare affidamento sulla generosità dei miei parrocchiani, ma non sono il tipo che si mette a raccogliere offerte prima di far partire i lavori. Voglio che la comunità veda quello che stiamo facendo e allora, eventualmente, decida di dare una mano. L’idea è quella di creare una vera e propria sala di comunità a beneficio di tutti».

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