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Con la droga in auto tenta di corrompere i Carabinieri: "Per 500 euro, chiudete un occhio?"

Il ventottenne dovrà rispondere non solo di detenzione di stupefacenti per uso personale (è stato segnalato alla competente autorità amministrativa) ma anche del reato, ben più grave, di istigazione alla corruzione.

Con la droga in auto tenta di corrompere i Carabinieri: "Per 500 euro, chiudete un occhio?"
Cronaca Brianza, 16 Marzo 2022 ore 11:50

Beccato con la droga in auto tenta di corrompere i Carabinieri offrendo loro una "mazzetta" da 500 euro. Tentativo andato in fumo e ... denuncia! Protagonista dell'incredibile vicenda un 28enne residente in provincia di Lecco.

Con la droga in auto tenta di corrompere i Carabinieri

 Come raccontano i colleghi di primamonza.it è successo sabato sera quando una pattuglia dei Carabinieri della stazione di Giussano, mentre stava perlustrando il territorio di Briosco, ha notato una Ford C-Max. Il conducente, alla vista delle divise,  ha cercato di fare perdere le proprie tracce pigiando al massimo il pedale dell’acceleratore. A nulla, però, gli è valsa la manovra repentina in quanto i militari, dopo un breve inseguimento, sono riusciti a fermare il veicolo. Alla guida c'era un giovane operaio ventottenne, residente nella provincia di Lecco, che nel goffo tentativo di sviare i Carabinieri, ha cercato di disfarsi di una dose di cocaina dalla tasca dei pantaloni, lanciandola lontano.

Per 500 euro chiudete un occhio?

Purtroppo per l'operaio, la cocaina è stata recuperata. Ma non è finita: durante le operazioni di contestazione delle violazioni al codice della strada il giovane, conosciuto per i suoi trascorsi in materia di stupefacenti e porto di oggetti atti ad offendere, ha cercato di corrompere i Carabinieri offrendo a ciascuno di loro 500 euro per “chiudere un occhio”, lasciarlo andare via ed evitare così l’accertamento tossicologico e il ritiro della patente. E gli è andata male. Il ventottenne dovrà rispondere non solo di detenzione di stupefacenti per uso personale (è stato segnalato alla competente autorità amministrativa) ma anche del reato, ben più grave, di istigazione alla corruzione.

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